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Un scrittura da favola o una favola vera?

Un scrittura da favola o una favola vera?

Direi entrambe le due cose.

La differenza è solo minima, una semplice idea, pian piano stimola la nascita di altre idee in un vortice, sino a comporre una favola.

Esattamente come buttare un sasso in uno specchio d’acqua.

Tratto dal sito del mio amico Sergio Cima. 😉

C’era una volta un’idea.

Vagava in una testa, dopo esser spuntata da una scarica elettrica tra due neuroni.

Nel suo vagabondare non sapeva di correre un grave rischio: altre scariche sarebbero arrivate e lei sarebbe scomparsa nel nulla, per sempre, senza nessuno che l’aiutasse a uscir fuori da quello strano luogo e a trovare un posto sicuro dove stare.

A un tratto da una penna scaturì un filo d’inchiostro grazie al quale la nostra piccola idea poté planare su una grande distesa di carta.

Finalmente, un attimo di pace… 🙂

Se ne stava lì tranquilla e diceva a sé stessa “che fortuna che ho avu…” e senza che ebbe finito di dirlo ecco che iniziarono a pioverle intorno altre idee e tutte si lasciavano scivolare sulla carta lungo fili e fili d’inchiostro, un acquazzone di idee!

La nostra piccola idea non si perse d’animo e andò incontro alle sue simili per capire chi fossero e che intenzioni avessero.

Quale fu lo stupore nello scoprire che poteva andare d’accordo con alcune e con altre no!

E tutte, come lei, cercavano in quello spazio bianco la giusta compagnia di altre idee con le quali potersi legare!

Così in breve tempo, muovendosi lungo la carta le idee formarono delle famiglie e ogni volta che una nuova idea si aggiungeva al gruppo esse iniziavano tutte insieme una danza per far posto alla nuova arrivata, a volte anche cambiando tutte di posto per trovare un modo più comodo di stare insieme!

Ma ahimè, alcune idee, pur affannandosi per tutto il foglio alla ricerca della propria famiglia, alla fine restarono da sole e una grande tristezza riempiva il loro cuore: emarginate da tutte le altre si fermavano in attesa della striscia nera d’inchiostro che scendeva a eliminarle per sempre.

Eppure ogni idea cancellata sa che il suo sacrificio non è vano ma consente alle altre di proseguire più speditamente…

Le idee superstiti, compresa la nostra piccola amica, furono trasferite su una piccola scala e ognuna si trovò il gradino migliore su cui stare.

Sembrava il cast di un grande show in preparazione!

Tutte si cambiarono d’abito, ognuna si agghindò per apparire al meglio abbigliandosi con le parole più adatte alla sfilata finale, dove le idee, vestite di tutto punto, poterono essere ammirate dai lettori…

Sergio Cima