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Come un colpo di cannone

Come un colpo di cannone

Citazione dal Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Dopo che don Basilio dice: Come un colpo di cannone, si sente appunto un colpo di gran cassa a imitazione del colpo di cannone.

Semplice no, lo stesso don Basilio dice come deve essere quel colpo di gran cassa; ma è davvero così semplice? Qual è la giusta forza da usare? E la giusta bacchetta?

Volendo essere un po’ superficiale, basta dare un bel colpo di gran cassa ben assestato e siamo a posto.

In realtà, un vero musicista e in questo caso un percussionista, deve tenere tante cose in considerazione, la prima cosa e tra le più importanti è “la contestualizzazione”.

Sì, perché ogni nota che bisogna eseguire deve essere sempre all’interno di un contesto, ecco perché anche un semplice colpo di gran cassa va contestualizzato.

Che cosa vuol dire contestualizzare?

Significa, studiare il contesto in cui quel colpo di gran cassa deve essere effettuato.

La prima cosa è di avere la padronanza tecnica di eseguire un colpo o un dato passaggio musicale, dopo bisogna studiare approfonditamente come inserire quel colpo o passaggio musicale all’interno di un contesto più complesso.

 

Per esempio ecco alcune cose da verificare:

  • Il colpo di gran cassa è isolato cioè suona solo la gran cassa?
  • È suonato insieme con altri strumenti?
  • Qual è la forza del contesto complessivo cioè la forza dell’organico orchestrale complessivo?
  • Ha un carattere ritmico?
  • Deve essere incisivo?
  • Deve sostenere il volume che sprigiona l’orchestra o deve essere al disopra?

Queste sono una serie di domanda da porsi analizzando la partitura.

Dando risposte adeguate a queste domande, si potrà eseguire correttamente quel famoso colpo di cannone.

Ovviamente per dare risposte adeguate, bisogna avere una preparazione musicale che lo possa consentire.

Accidenti, direbbe qualcuno, ma un percussionista deve tenere in considerazione tutto questo per eseguire un semplice colpo di Gran Cassa?

La risposta è molto semplice o si è professionisti o si è dilettanti è solo una questione di scelta.

 

Perché l’esperienza musicale?

Perché l’esperienza musicale?
Spesso mi sono chiesto quale fosse la qualità migliore e più
importante per un musicista.

Percorrendo la mia vita professionale, la risposta è stata
univoca: L’esperienza musicale.
Certo sarebbe stato bello se questa particolare qualità l’avessi
potuto imparare a scuola ma, aimeh, l’esperienza musicale si
fa sulla propria pelle e dopo anni di duro lavoro.

Perché sono arrivato a questa conclusione?

Cosa mi ha convinto in questo senso?

La convinzione è che se avessi avuto l’esperienza musicale di
una vita da musicista, molti errori li avrei potuti evitare e avrei
reso mille volte migliore la mia esperienza musicale.

Adesso ti racconto di alcuni errori che ho fatto e che se avessi
avuto l’esperienza di cui ti parlo non avrei sicuramente fatto.

La mia prima scrittura da percussionista in un’orchestra
professionale è stata per l’esecuzione del settimo concerto
di Petrassi.

Una sinfonia che non presentava grandi difficoltà per la parte
che dovevo realizzare…  suonare una parte marginale di
percussione.

Ebbene, dopo la prima pausa ero completamente nel panico
e mi ero perso completamente, non riuscivo a seguire.

Adesso mi viene da ridere, perché quella parte era davvero
facile vista con gli occhi di ora dopo una vita passata nella
musica e dall’alto della mia esperienza musicale ma…cosa
era successo allora? E qual era stata la difficoltà incontrata?

Semplicemente il brano in questione era con una scrittura
che spesso cambiava tempo, cosa che in qualche modo
avevo studiato con il solfeggio ma che non mi aveva dato la
necessaria preparazione per affrontare quella semplice parte,
dico semplice perché era davvero così, niente a che vedere
con la complessità ritmica delle partiture di Stravinsky.

A quei tempi, la conoscenza del solfeggio non arrivava a
quella complessità ritmica che mi avrebbe fatto superare
facilmente le partiture di Stravinsky e quelle ancora più
complesse di Messiaen o Boulez.

Dopo quell’esperienza, ho lavorato e studiato per colmare
tale lacuna e devo dire che per me suonare una partitura
con tempi semplici o con tempi complessi come quelli di
Stravinsky è assolutamente naturale anzi, devo dire che
mi trovo quasi meglio nelle partiture ritmicamente complesse.

Che cosa ha fatto la differenza allora?

Semplicemente la preparazione specifica cioè: la

contestualizzazione ovvero l’esperienza pratica di suonare
in un contesto complesso insieme agli altri musicisti.

Che cosa voglio dire con questo!

Semplicemente che…a parte le lacune scolastiche di quei
tempi, il solfeggio è importante ma quello che fa la differenza
è passare dalla teoria di fare il solfeggio all’esecuzione vera
e proprie delle parti reali che esistono nel repertorio
musicale cioè: la contestualizzazione.

Ecco l’insegnamento e cosa mi suggerisce l’esperienza
musicale… studia il solfeggio ma dopo esegui il repertorio
musicale con il tuo strumento il più possibile vario,
abbracciando tutte le varie evoluzioni ritmiche…contestualizza,
cioè fai esperienza musicale o trova qualcuno che ti comunichi
la sua esperienza musicale.

Perché la contestualizzazione è così importante?

Provo a semplificare con questo esempio: Chiunque è in
grado di andare in bici ma, prova a pensare di andare in bici
con altri 20 o altri cento ciclisti.

Ti assicuro per esperienza diretta che, tutto cambia; devi
osservare delle regole rigide, stare attento a chi è davanti,
a chi è dietro, a chi accelera, a chi rallenta a chi deve
mangiare o deve fare il bisognino fisiologico, devi affinare i
tuoi sensi, in poche parole devi stare in una situazione
complessa.

Lo stesso è con la musica, studiare da soli serve fino ad un
certo punto ma contestualmente devi entrare nel
meccanismo complesso della musica cioè fare la musica
insieme con gli altri, un mondo che puoi capire solo
entrandoci dentro.

Questo è quello che ti farà crescere veramente.

M° Giovanni Ferraro

Suggerimenti di lavoro scolastico con musica

suggerimenti di lavoro con musica

Qui trovi i collegamenti alle pagine di questo blog dove,  puoi trovare dei suggerimenti di lavoro scolastico  con materiale musicale audio/video

ecco i suggerimenti alle pagine:

  1.  Progetto che sviluppi il tema della libertà.
    il progetto gira intorno alla favola “Il viaggio delle bollicine di spumante” diventato successivamente un racconto musicale e un mini cartoon.
    Nei link di seguito trovi: il testo della favola completo.
    La danza delle bollicine in versione video e audio, gioco musicale estratto da suddetto racconto musicale ed  Il mini cartoon.
    Inoltre, andando nei comments di questa pagina, trovi altre favole e filastrocche, scritte dai lettori di questo blog, alcune davvero molto belle.
  2. Progetti Obesità infantile e Giornata della memoria.
    Questi due progetti ruotano intorno al mio racconto musicale “La storia della cipolla del casale”.
    In fondo alle relative pagine, trovi il materiale completo per una recita scolastica e la registrazione dal vivo della prima esecuzione mondiale e, qui di seguito, il bellissimo video della “marcetta della cipolla del casale” che puoi utilizzare come gioco musicale.

  1.  Progetto Sistema solare.
    Il progetto ruota intorno al racconto musicale “Orion” del compositore Luigi Benigno.
    Trovi l’audio della prima esecuzione dal vivo e i video dei giochi musicali in esso contenuti.
  2. La famosa battaglia delle tribù dei chicchi.
    In questa pagina trovi un mp3 che, rappresenta la battaglia della tribù dei chicchi, battaglia per il sopravvento del proprio colore sugli altri chicchi.
  3. Danza della pioggia
    Cliccando sotto le relative parole puoi scaricare l’audio di una piccola imitazione della pioggia, un gioco musicale di coinvolgimento attraverso l’imitazione del venticello, del tuono, del fulmine, di una paperella e di un cucù e qui di seguito il video gioco da me realizzato in una scuola primaria.
  4. La storia del cerino
    Adesso ti suggerisco una bellissima favola di Cleonice Parisi che tratta il tema della donazione e il video della realizzazione dal vivo di questa straordinaria favola.
    Puoi utilizzare questa favola per il periodo Natalizio o il periodo di Pasqua
    è la storia di un Cerino che si lamenta con una candela per via della sua natura e della sua breve durata… un solo istante di vita.
    La candela fa notare che “non conta quanto sia lunga un’esistenza, ma è importante il realizzo della sua Essenza”
    Racconto breve ma di grande intensità, un cerino che da’ la luce a tutto il mondo.
  5. Adesso di seguito puoi scaricare delle musiche scritte da me e pubblicate in questo blog, lascia andare la tua fantasia e quella dei bambini nell’ascoltarle, potrebbero venirne fuori delle idee interessanti:

Buon lavoro e buon anno scolastico