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Il ritmo nelle filastrocche

Per tradizione le filastrocche si recitano ritmicamente.

Senza dubbio il ritmo si acquisisce attravesro una esperienza corporea e quello di recitare le filastrocche ritmicamente è un ottimo esercizio.

Bisogna ovviamente iniziare con delle filastrocche che abbiano un ritmo semplice, per passare successivamente a delle filastrocche con ritmo sempre più complesso e divertente.

Ci si può accompagnare con il battito delle mani o con piccoli strumenti a percussioni!
Oppure si puo costruire una base ritmica con la batteria e recitare sopra la filastrocca.

Lo spunto per questa riflessione mi è venuta da una Filastrocca di Monica Bisi, che ringrazio tanto.

La straordinarietà di questa filastrocca è dato dal fatto che il ritmo cambia ogni piccolo frammento(ogni due righe), un ritmo davvero “eccitante”.

La pubblico volentieri quì e presto farò una spiegazione video dettagliata su come recitarla correttamente!.

Il mio gatto è partito
per un lungo viaggio,
non è ancora tornato,
mi ci vuol coraggio.

Lo abbiamo cercato
per mare e per monti,
ma un gatto fa magie,
sa trovare nuovi mondi.

Perciò ora gli mando
questo messaggio,
non perdo la speranza,
ti aspetto, torna a razzo.

Nel frattempo, caro micio,
ti abbraccio forte forte,
fa che tu stia bene,
ti apriamo già le porte.

Ecco la base ritmica, per essere sincronizzati, tieni presente che ogni due righi devi fare una piccola pausa oppure fai attenzione al piccolo rullato per iniziare un nuovo rigo.

Certo che puoi fare una magia!

 

 

 

 

Certo che puoi
fare una magia,
ora ti spiego,
non è una bugia.

Si tratta di usare
solo l’ingegno,
per trovare una strada
ci puoi mettere impegno.

 Se uno più uno
fa sempre due,
se prendi due galline,

Tutte le uova son tue.

Se sei fresco solo di mattina,
manda a tutti una cartolina,
arrivederci,
ci vediamo presto,
torno più tardi,
ma per ora esco.

Quindi il segreto
è tutto qua,
trova in ogni ostacolo
un’opportunità

Monica Bisi

Ecco il mio omaggio a Gianni Rodari.

 

 

 

 

Nei panni di un bambino,
anche molto piccino,
vi è un grande di domani
che ha dinanzi il suo cammino.
Occhi grandi per sognare,
tanta voglia di giocare,
abbracci, sorrisi,
fantasia,
pensieri piccoli
che son poesia.
E quell’incanto,
quel candore,
che par sia neve,
ma non si scioglie al sole.
A noi grandi,
non resta che ascoltare
per imparare di nuovo a volare.
E farci vicini,
offrendo la mano,
per aiutarli
ad andare lontano.
Monica Bisi
Ecco il mio omaggio a Gianni Rodari. Come vorrei assomigliargli almeno un pochino