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Pie Jesu

Pie Jesu

25 agosto 2019 – Registrazione Live dalla esecuzione del Requiem di Faurè nella chiesa di Altavilla Milicia.
Direttore M° Giovanni Ferraro. Soprano Francesca Adamo Sollima.
Orchestra Giovanile Mediterranea.

Pubblico questo magnifico brano di Faurè,  come omaggio al talento di Francesca Adamo Sollima e in ricordo di un grande ed emozionante concerto.

LA SERENITA’ DELLA MORTE E DELLA MUSICA

Nel 1902, a circa quindici anni dalla prima versione del suo capolavoro, Fauré confidò ad un intervistatore: “E’ stato detto che il mio Requiem non esprimeva il terrore della morte, qualcuno l’ha definito una ninna nanna della morte. Ma è così che io sento la morte: come una liberazione, un’aspirazione alla felicità dell’aldilà, piuttosto che come un passaggio doloroso [.].

Questo nuovo modo di interpretare e musicare il Requiem fu ripreso pochi decenni dopo da un altro compositore e organista francese: Maurice Duruflé (1902-1986), che nel 1947 scrisse la sua composizione più famosa in occasione della morte del padre, riprendendo lo stile, i testi usati e persino la scelta dei solisti (un baritono e un soprano), propri della precedente opera di Fauré.

PIE JESU

E’ intonato esclusivamente da un soprano solista, accompagnato inizialmente dal solo organo e poi anche dagli archi, le arpe, e i legni (i flauti e i clarinetti sono usati soltanto in questo movimento).

Il testo è molto breve e vengono perciò ripetute delle parole nella prima esposizione e poi tutto intero da capo in modo più conciso.

La melodia è molto raffinata e ha un che di esotico, dovuto alle quartine di crome che sono come costruite su una scala pentatonica.

L’orchestra, che dapprima ripete semplicemente la conclusione della prima e della seconda frase melodica (la prima si conclude sulla tonica Si b, la seconda, che è una variazione della prima, modulando alla dominante), interviene poi a sorreggere il canto e quasi a formare un dolce e sussurrato controcanto, che insiste su quella figura di crome di cui si è detto sopra; è il momento della “sospensione”: viene ripetuta una stessa figura, ritmica e melodica, la melodia si muove attorno a delle note “polari”, quasi centri di gravità, e così pure la parte strumentale; anche l’armonia, sebbene giochi su collegamenti di dominanti (quindi accordi di tensione, che creano movimento), insiste e si stabilizza su un unico concatenamento; tutto questo è fortemente giustificato dal testo della frase “dona eis Domine sempiternam requiem”, la sospensione vuole evidentemente sottolineare il “per sempre”, l’eternità.

Lo stesso vale anche per la conclusione di questo brano: l’intero testo viene ripetuto e anche questa volta manca una conclusione decisa, la sospensione prosegue come una coda anche dopo la cadenza perfetta finale, e svanisce delicatamente nel pianissimo.

Ave Maria Gregoriana

Sembra facile cantare l’Ave Maria Gregoriana!

Apparente sembra così!

In realtà, cantare un canto Gregoriano presenta difficoltà non facili da superare.

La prima cosa, che in realtà è la più difficile da superare,  è quella di dimenticarsi della cultura musicale che armai fa parte della nostra natura.

  • In primis il senso del ritmo!

Vuoi o non vuoi, quando cantiamo qualcosa, siamo portati istintivamente a dargli un
senso ritmico suggerito dalla cultura musicale acquisita.

Questo contrasta maledettamente con il ritmo che deve avere un canto Gregoriano che non è, assenza di ritmo ma il ritmo suggerito dalla recitazione, come suggeriscono alcuni studiosi.

  • La seconda cosa da tenere presente, riguarda il senso emotivo e spirituale del messaggio.

Per questo motivo oltre a comprendere il senso delle parole, bisognerebbe avere
una preparazione musicale specifica su come scrivevano i compositori di questi canti Gregoriani.

Solo così ci si potrà avvicinare ad una interpretazione corretta.

  • Terzo la scrittura.
    Pur nella sua apparente imprecisione, è precisa nella sua libertà, infatti, l’interpretazione va realizzata all’interno di questa libertà, non facendosi  condizionare dalla cultura ritmica e melodica acquisita.

Affidiamoci alla speranza!

Il video che potete vedere in questo post è stato realizzato durante il concerto di Natale 2019.

La composizione da me composta è: Inno alla Madonna della speranza!

Affidiamoci fiduciosi alla Madonna della speranza per poter sconfiggere al più presto questa pandemia.

L’esecuzione è avvenuta nella Chiesa del Bell’amore a Palermo! Sotto l’oasi della speranza.