Favole – l’uomo del paese del carbone – III parte (finale)

Il giorno dopo a scuola si verificarono dei piccoli cambiamenti di comportamento, ognuno pensava di usare la sua strategia; Lucia era di pessimo umore e a volte negava anche le piccole cose più insignificanti, Danilo era integerrimo, di una sincerità disarmante e si guardava continuamente la pelle come se gli fosse affiorato un tic improvviso, invece Fabio era tranquillo e non vedeva l’ora di incontrare di nuovo il fatidico uomo.

Avrebbe voluto rassicurare i suoi amici ma non aveva ancora le idee chiare su ciò che stava avvenendo.

All’uscita di scuola si precipitarono in strada e la percorsero con calma fino all’arrivo in casa, nessun incontro, si salutarono delusi dandosi appuntamento all’indomani.

Trascorsero parecchi giorni nei quali non accadde nulla, almeno apparentemente, perché i bambini non smettevano mai di farsi domande, arrivarono persino a pensare di aver sognato lo strano uomo tutto nero, ma non sembrava loro possibile aver avuto una visone collettiva e così rimasero in attesa di qualche evento straordinario, mentre la loro pelle, naturalmente era sempre bianca come un latticino. 🙂

Un freddo giorno all’uscita di scuola incontrarono di nuovo l’uomo del carbone, lui li salutò spargendo con la mano tanta fuliggine che andò a posarsi sui vestiti dei bambini.
Essi rimasero un attimo tra il terrorizzato e l’estasiato; Lucia aveva il terrore di diventare nera, Danilo voleva attirare quello strano colore su di se e Fabio scrollò delicatamente quella polvere scura dal suo giaccone e già pensava di potersi sgravare con una miriade di domande da fare all’uomo nero.

Ma Alfredo non diede loro tempo di pensare e disse di getto: Ragazzi, se volete domani vi porterò nel mio paese, chiedete il permesso ai vostri genitori, ma dovete svegliarvi prestissimo, molto prima dell’alba, così potete vedere bene con i vostri occhi.

I bambini erano felicissimi della proposta dell’uomo misterioso ed approvarono esultando, si diedero appuntamento l’indomani alle quattro del mattino e corsero dai genitori urlando la grossa novità.!!!

I genitori si interrogarono sullo strano comportamento di Alfredo ma decisero di approvare la cosa, in fondo avrebbero senz’altro fatto una piccola esperienza di vita, della quale ancora non erano minimamente consapevoli alla loro ancor tenera età.

Nessuno dei tre riuscì a chiudere occhio e quando furono svegliati, ritrovandosi in strada al freddo a quella insolita ora, i loro occhi non registravano appieno ciò che stavano vedendo.
Alfredo puntuale li aspettava, prese per mano Lucia e fece cenno a Danilo e Fabio di seguirli.
Entrarono in una casa poco distante, si diressero verso il camino ed Alfredo li issò su, ad uno ad uno verso il tetto.

Quando si trovarono sul tetto, pieni di fuliggine dalla testa ai piedi i tre bambini si guardarono interrogativamente senza parlare, cosa stava accadendo? Che razza di posto era questo? Il loro paese visto dai tetti, era questo dunque il paese del carbone? 🙂

Alfredo sorrise e disse: ebbene ragazzi, questo è il mio mondo, il mio paese, pulisco i camini dalla fuliggine che li ostruisce, a quest’ora non c’è nessuno in giro, posso lavorare tranquillamente e godo la vista del cielo stellato e della nebbia del primo mattino, quando ho finito il mio lavoro gli abitanti delle case possono di nuovo accendere i camini per preservarsi dal freddo pungente.

Ma…ma…ma… replicarono i bambini, perché hai detto che nel paese del carbone si dice sempre la verità e si diventa neri per questo.!!!

Perché la verità ha tante sfaccettature, si può anche dire la verità nascondendola, privandola cioè di spiegazioni plausibili che possano portare a svelarla. Voi ora non potete capire le mie parole, vi sembrerà insensato avervi portati qui a vedere in cosa consiste il mio mestiere, che in realtà si chiama, spazzacamino; ma voi avreste fatto qualsiasi sacrificio per svelare questo piccolo mistero che si era creato ai vostri occhi, non è vero?

Si, rispose Lucia: io non volevo diventare nera ed ho iniziato a dire bugie, ma proprio tante come non ne ho mai dette in vita mia.

Io disse Danilo: avrei fatto qualsiasi cosa per diventare nero, soltanto per il gusto di un cambiamento radicale, mi sentivo in procinto di diventare di colpo adulto.

Io concluse Fabio: ero incuriosito dalla verità, mi chiedevo se veramente fosse esistito un altro paese così diverso dal nostro e ho assaporato questi giorni come se mi fossi inoltrato in una lettura di un libro di avventura fantascientifica.

Vedete! spiegò Alfredo: ognuno di voi ha vissuto questa piccola parentesi fuori dal quotidiano in maniera diversa, è questo in realtà il modo di vedere la vita ed i suoi innumerevoli problemi e difficoltà, ognuno affronta le cose con la sua prospettiva ed i propri mezzi.
Usa le idee, le cellule cerebrali, a proprio favore utilizzando risorse delle quali non è a conoscenza.

Io mi chiamo Alfredo, da parte mia ho usato questa piccola strategia quando ho visto che mi guardavate in un modo strano e non sapevate chi fossi, invece di dirvi la verità, ho lasciato posto alla fantasia in modo che ognuno di voi decidesse quale parte di verità fare affiorare.

A suon di bugie per non cambiare il colore della pelle?
Lucia sorrise, le labbra piene di fuliggine e i denti bianchi si scoprirono alla luce delle stelle.

Dire sempre la verità, anche cercando di distorcerla per un cambiamento definito e proficuo?
Danilo, esplose in una grande risata con i capelli divenuti improvvisamente neri.

Oppure cercare la verità a tutti i costi, ben sapendo che può portare delle eclatanti sorprese, senza lasciarsi influenzare da racconti inverosimili?
E Fabio guardò il panorama pensando che il sapere, meriti qualsiasi sacrificio, cercare era il destino dell’uomo ed il piccolo uomo che era in lui ne era orgoglioso.

Intanto dovrò farmi perdonare dalle vostre mamme, quando vedranno come vi ho ridotto il viso ed i vostri vestiti, non so proprio quale verità….. potrò inventare, e poi questa sera all’uscita della scuola vi offrirò il gelato più grande che fanno nel nostro paese.
Per me è stato un piacere conoscervi, io di bambini non mi intendo, ma quel vostro naso arricciato di curiosità mi è piaciuto molto.

Ridendo e saltando svegliarono gli abitanti della casa e quasi tutto il paese, mentre i genitori li aspettavano per renderli di nuovo presentabili all’ora della scuola.

Patrizia Serangeli

Lo spazzacamino con una bugia ha catturato l’interesse dei bambini, se avesse detto: bambini, sono
lo spazzacamino, sono tutto sporco non vi avvicinate, non ci sarebbe stata nessuna storia da raccontare.
Qualche giorno fa,  io e mia figlia, la mamma di Giulia, spiegavamo l’importanza di dire sempre la verità a Giulia, alla sua sorellina Marta e al cuginetto Daniele, figlio di mio figlio.
Giulia ha risposto lasciandoci senza parole…

Nonna! Una bugia al giorno, toglie gli impegni di torno!!!

E il vecchio detto che le bugie hanno le gambe corte?
E ciò che si nasconde sotto la neve, a primavera si scopre?

Voi cosa ne pensate?

Secondo voi, bambini cosa accade a chi dice le bugie?

Sapete riconoscere la verità da una bugia?

I vostri genitori pensate che dicano sempre la verità su ogni cosa?

Una bugia detta a fin di bene, è una bugia o una mezza verità?

PS Trovi la prima e la seconda parte cliccando in queste immagini

 

3 pensieri su “Favole – l’uomo del paese del carbone – III parte (finale)

  1. Maria Bonaria Fanunza

    SONO GIA’ BELLE LE DUE PARTI, MA QUEST’ULTIMA MI SEBRA ANCORA PIU’ BELLA. TI RINGRAZIO DI CUORE PEF LA TUA SOLERTE DISPOSIZIONE. SEI UN VERO AMICO. LE ALTRE DUE PARTI LE HO GIA’ PINX^ZATE ASSIEME, E LE HO GIA’ LETTE ALLA MIA NIPOTINA SARA, CHE NE E’ ENTUSIASTA. OGNI VOLTA CHE CIN INCOB?NTRIAMO, MI CHEDE SEMPRE: NONNA GHAI DELLA ALTRE FAVOLE PER ME? LE IMPARA A MEMORIA E POI LE RIPETE A SCUOLA, POICHe’ FA’ LA I° ELEMENTARE…LE SUORE MI CHIEDONO SEMPRE DA DOVE LE PRENDO, ED IO L’HO DETTO A LORO LA FONTE DA DOVE MI ARRIVANO. LE VOGLIONO PER FARE DEI SPETTACOLI TRA I BAMBINI DELLA SCUOLA. PER LE FAMIGLIE QUANDO CAPIA QUALCHE OCCASIONE DA FESTEGGIARE. TI ABBRACCIO DI VERO CUORE. TVTB, IN GESU’ E MARIA S.S…BUONA E SANTA PASQUA,ED UN BACIO VIRTUALE….:*^_^*:…<3*<3*<3*<3*<3*<<<<:-

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    1. admin Autore articolo

      @Maria Bonaria,

      Grazie tante per il tuo apprezzamento e quello delle suore… e soprattutto della tua nipotina, sono molto contento per questo, il merito ovviamente lo condivido con Patrizia Serangeli che è una colonna importante per questo Blog e credo che anche Lei ne sarà felice! un abbraccio!

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