Non capisco la musica classica! (Come ascoltarla!)

Molto spesso, quest’affermazione, è detta da persone che non hanno educato la loro sensibilità musicale.

Vediamo di chiarire un po’ meglio questa frase, partendo da chi la capisce e a che cosa serve capirla!

Io sono un musicista, direttore d’orchestra, compositore e la musica la capisco, intendendo con questo che ne riconosco la struttura, l’armonia, la melodia, il ritmo, i colori ETC. cioè, possiedo tutti i mezzi per fare un’analisi approfondita da tutti i punti di vista.

Quest’analisi approfondita, fatta a tavolino, mi permette come esecutore, di realizzare un’esecuzione musicale il più vicino possibile alle intenzioni del compositore, mentre come compositore, ho tutte le tecniche per costruire un pensiero musicale compiuto.

Il compositore, attraverso la sua musica, può esprimere infinità di emozioni e sensazioni: allegria, tristezza, frenesia, dolore, gioia, potenza, forza, leggerezza, bellezza, bruttezza ETC, usa tutte le tecniche e le conoscenze musicali a questo scopo.

Guarda questi brevi esempi:

  • coinvolgimento bambini

Disperazione totale!

Sfrenata gioia collettiva:

Allegria frenata:

Il fatto che un esperto musicista, sia esso esecutore o compositore abbia i mezzi per capirla nel suo profondo, non significa che quando si trova nella fase di ascoltatore, sfrutti le sue conoscenze tecniche per dire: “Che bell’accordo in tonalità minore, adesso devo essere triste” o “che bell’accordo maggiore completo, adesso sono felice e gioioso”.

No assolutamente, anzi il fatto di porsi in una posizione di critica intellettuale quasi danneggia l’ascolto emotivo.

Capire la musica, nella sua essenza più intima, permette all’esecutore o compositore di essere in modo completo dalla parte di chi deve comunicare dei messaggi. 🙂

Da questa parte, ovviamente, possono comunicare qualsiasi cosa… la musica non ha nessun limite di comunicazione, anche se non si può esprimere a parole.

Dall’altra parte c’è l’ascoltatore che può essere un musicista, oppure può essere un semplice appassionato ma, entrambi ascoltano allo stesso modo: la musica, attraverso l’udito, arriva al cuore!

L’esperienza dell’ascolto musicale è solo un’esperienza sensoriale è sentimentale, nel senso che attraverso i sensi (principalmente l’udito) arrivi a toccare il cuore delle persone che hanno educato la loro sensibilità musicale, con la pratica dell’ascolto ripetuto.

Questo è il solo modo di ascoltare, anche da parte del musicista professionista. 🙂

Egli, deve lasciare da parte le sue competenze musicali, perché se si mette a pensare dal punto di vista tecnico musicale, perderebbe il messaggio vero della musica che è un messaggio prettamente emotivo, sensoriale e non intellettivo.

Questo è il mio parere, frutto della mia esperienza musicale, altri avranno sicuramente idee diverse!

In definitiva, per tornare all’affermazione iniziale“non capisco la musica classica”, si tratta di un’affermazione impropria, perché per esser un buon ascoltatore, nel momento della sacralità di un concerto, non bisogno capire la musica ma solo aprire il proprio cuore e basta!

Ovviamente più una persona ha educato la sua sensibilità musicale, più è in grado di capire in profondità il messaggio del compositore.

Quando dico educato, mi riferisco principalmente a un esercizio di ascolto concentrato e ripetuto e nelle condizioni ideali.

Va da se che, anche il musicista professionista, proprio per il fatto di studiare la musica, educa la sua sensibilità musicale che diventa una necessità, sia per comunicare sia per ascoltare.

In sale da concerto e nei teatri la musica e un rituale quasi sacro, va ascoltata solamente con l’orecchio e con il cuore non ci sono altri modi di ascoltare.

Questo significa che chiunque può godere della bellezza della musica classica, i livelli sono dati dalla propria sensibilità!

Se vuoi godere della musica, non prenderti la scusa che non si capisce, ripeto non c’è niente da capire, nemmeno per gli addetti ai lavori, solo che la loro sensibilità li porta ad apprezzare di più tutte le sfumature. 🙂

Tra chi la capisce e chi non la capisce, l’approccio all’ascolto è identico, un’esperienza sensoriale ed emotiva.

L’intelletto in questa fase non serve a niente.

Chi vuole perdersi questo patrimonio straordinario che è dato dalla musica e da tutti i grandi musicisti può semplicemente prendere una scusa dicendo: Non capisco la musica classica.

Ho semplicemente lasciarsi andare e godere di questo immenso patrimonio.

22 pensieri su “Non capisco la musica classica! (Come ascoltarla!)

  1. Maria Bonaria Fanunza

    CARISSIMO GIOVANNI FERRARO, GRAZIE PER LE MERAVIGLIOSE MUSICHE CHE MI HAI MANDATO, OLTRE LA MERAVIGLIOSA FAVOLA, S’INTENDE. A ME LA MUSICA MI PIACE TUTTA, E MISERVE ANCHE PER POTER ASCOLTARE MEGLIO LA PAROLA DEL SIGNORE. SPECIE QUELLA CLASSICA, CHE TANTI NO SANNO APPREZZARE. IO MI SENTO DENTRO AL MILO ANIMO, UNA GRANDE PACE, SERENITA’ E MI RILASSO VOLENTIERI CON UN BUON BRANO DI MUSICA CLASSICA. COSA CHE NON POTREI FARE CON DELLA MUSICA MODERNA, MI PIACE ANCHE QUELLA, MA PER POTERMI RILASSARE DEVIO AVERE QUELLA CLASSICA. GRAZIE DI VERO CUORE. TI MANDO UN ABBRACCIO FRATERNO NEL SIGNORE GESU’ E MARIA S.S. <3*<3*<3*<3*<3*–

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    1. admin Autore articolo

      @Maria Bonaria

      Grazie a te sempre per le parole di apprezzamento nei miei confronti e di quello che faccio.

      un abbraccio fraterno!

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  2. bernardo

    Hai proprio ragione: la musica classica si impara a goderla ascoltandola …l’ho scoperto tanto tempo fa quando ancora non capivo …quasi niente. Al contrario di te, tecnicamente, di musica non so/capisco nulla ma ho imparato molto sull'”ascolto” praticando yoga e poi craniosacrale: è uno strumento utile ovunque e purtroppo quasi nessuno lo insegna ai bambini.
    Un abbraccio
    Bernardo

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    1. admin Autore articolo

      @Bernardo
      grazie… mi incuriosisce molto l’ascolto craniosacrale… se vuoi puoi parlarne meglio tu e magari facciamo un post specifico per bambini.

      un abbraccio

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  3. Pat

    Ciao Giò, hai perfettamente ragione, la musica deve essere assorbita dal corpo, ascoltata con i sensi e chi dice che non la capisce è perchè mette avanti quel senso critico che se ci pensi moltissime persone adottano nella vita.
    Pensavo proprio a questo quando sono entrata nel blog, credo che le persone criticando determinate cose si rifiutano di coglilere l’attimo di farsi rapire da quelle cose belle che la vita può offrirci, e non capiscono che invece ce ne sono molte, anche se ci lamentiamo in continuazione.
    Buon lavoro, come sempre, e che l’inizio dell’autunno ti porti delle ispirazioni particolari.
    Un abbraccio di cuore
    Pat

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  4. Anna

    Ciao, Giovanni. Lo stesso concetto che hai espresso tu, ma con parole più semplici perchè ero bambina, me le diceva mio padre,che non aveva niente a che fare con la musica classica , ma aveva un cuore sensibile che ha trasmesso anche a me facendomi partecipe e spiegandomi i suoi sentimenti e i suoi stati d’animo durante l’ascolto di un brano classico.
    Veramente grazie di cuore per i video che hai pubbicato, sono veri capolavori! Anch’io sono molto interessata all’ascoltocranio-sacrale di cui ignoro l’esistenza , se si potesse approfondire non solo per gli adulti, ma come suggerisci tu, anche per i bimbi sarei entusiasta.
    Ciao e grazie ancora

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    1. admin Autore articolo

      @ Anna
      Grazie a te cara Anna, per l’approfondimento sull’ascoltocranio-sacrale, ho chiesto a Bernardo se puè scrivere ed approfondire il discorso.

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  5. laura

    Ciao Giovanni sono convinta che la musica fa parte di noi. Pur confondendo una nota con un’altra, amo profondamente la musica, in modo particolare le opere liriche. Mia madre, soprano, avrà influito in qualche modo, ma noto che i bambini-ragazzi amano la musica, qualsiasi essa sia(pop, classica, rock…..) per esprimere se stessi. Giovanni hai un compito molto bello ma difficile. Ti sono molto grata, perchè grazie al tuo impegno dai la possibilità a molti (grandi e piccini) di capire tante cose. Saluti affettuosi

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  6. Filomena

    Ciao. Mi chiamo Filomena ed un po’ di tempo fa ti ho inviato una richiesta per avere materiale con cui allargare le mie ridottissime conoscenze sul mondo della musica. Sono rimasta affascinata da ciò che ho visto,letto e sentito e la mia testa subito si è messa in moto cercando attività semplici ma entusiasmanti da proporre ai miei bambini(sono una docente della scuola d’infanzia).Quest’anno come scuola abbiamo scelto come filo conduttore la Musica;ecco perchè mi sono documentata.Vorrei sempre dare il meglio di me perchè so che tutto ciò che di buono verrà dato porterà i suoi frutti sia a breve che a lungo termine.Un caro saluto.Grazie.

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    1. admin Autore articolo

      @Filomena

      adesso non mi ricordo se ti ho inviato del materiale ma, comunque potresti, per esmpio fare una recita scolastica con la storia della cipolla dl casale oppure rappresentare la danza della pioggia.

      Rispondi
  7. Matteo - 42 anni

    Ciao a tutti. Sono arrivato su questo articolo avendo digitato in google “non capisco la musica classica”. Stavo cercando una spiegazione sul perche’ pur apprezzando moltissimo la musica, non riesco ad essere attratto piu’ di tanto dalla musica classica. L’autore dell’articolo pone in antitesi il capire con il sentire, dicendo che non c’e’ nulla da capire, ma solo lasciarsi andare per sentire col cuore. Ok sono d’accordo, ma e’ proprio questo il punto: io pur amando la musica in maniera smodata, non riesco proprio a farmi coinvolgere emozionalmente dalla classica.. “capire” io lo intendo proprio in questo senso. Non ricordo le melodie anche ascoltandole piu’ volte. Alcuni passaggi li trovo noiosissimi. I brani di classica che mi prendono emotivamente sono pochissimi. Non credo dipenda dalle modalita’ con cui ascolto, perche’ lo faccio con un impianto serio e coi tempi giusti, senza fretta, e dedicandomi. Ma a parte qualche raro brano o interpretazione, la stragrande maggioranza delle registrazioni orchestrali non mi comunicano alcuna emozione. Diciamo che invece con gli strumenti solisti (arpa, pianoforte, chitarra) va un po’ meglio. Sono convinto che ogni suono contenga un messaggio. Tale messaggio puo’ essere compreso o no, un po’ come succede con una lingua. Se una persona ti parla in una lingua straniera, pur apprezzando magari la situazione o la persona stessa, il messaggio sfugge. Ecco a me capita questo con la classica. Da cosa puo’ dipendere? Mi “fa rabbia” perche’ sono certo che nella classica vi sia l’anima della musica, nella sua compiutezza totale.. e io non riesco a star li’ ad ascoltare, perche’ non essendone preso, perdo l’interesse. Cosa dovrei fare per superare tutto questo e godermi le opere dei grandi? Da cosa puo’ dipendere questa difficolta’ nell’avvicinare il mondo della classica?

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    1. admin Autore articolo

      Carissimo…grazie per questo tuo commento…provo a spiegarmi meglio anche se, in un articolo non sempre si può essere esaustivi.

      La prima cosa che ho sottolineato è l’educazione della sensibilità musicale, mi riferisco principalmente a un esercizio di ascolto concentrato, ripetuto e nelle condizioni ideali.
      Questo significa significa moltissime cose, provo ad elencare le più importanti.
      l’educazione della sensibilità musicale si costruisce sin da bambino, ciò da quando si nasce e anche prima, creando intorno al bambino un ambiente idoneo, con ascolti mirati o in ogni caso con una varietà di ascolto di tutti i generi musicali.
      Ascolto della musica nelle condizioni ideali, per questo intendo l’ascolto nel contesto di un teatro dove le condizioni sono ideali…non si può ascoltare una sinfonia o una opera facendosi la barba.
      Beh… mi fermo a queste sole due cose fondamentali ma spero che sia più chiaro il mio pensiero.
      Certo il tuo ascolto, seppur con un impianto stereo “serio” come dici tu, non è per niente idoneo all’ascolto della musica classica che possa arrivare a creare emozione come è nella sua natura specifica; per questo ripeto ci vogliono le condizioni ideali…Primo un vero teatro.

      Sigh…devo dire, come si evince da quello che ho già detto che, la tua età non ti aiuta per niente.
      Comunque per finire, se ne hai occasione prova ad andare in teatro, magari iniziando con spezzoni di concerto e con composizione di autori importanti tipo: Ciaikowsky, Brahms, Beethoven, Mozart, Puccini, chopin

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  8. Matteo

    Ciao, grazie per la risposta. Si probabilmente e’ come dici tu: servirebbero ascolti ripetuti e soprattutto in un teatro. Comunque riguardo l’impianto stereo, forse non mi sono spiegato bene, ma ho proprio una stanza dedicata agli ascolti (nulla a che vedere con la barba) dotata di casse e ampli “audiofili” coi quali si ha una ricostruzione scenica del teatro o del palco. Io ascolto ad occhi chiusi il piu’ del tempo per concentrarmi meglio e percepire la scena sonora. Ti garantisco che la resa e’ ottima, sono uno dei pochi che al giorno d’oggi ascolta ancora come dio comanda, non certo dall’altoparlante di uno smartphone come la maggioranza della gente fa ormai. Pero’ mi rendo conto che dovrei frequentare anche un ambiente vero e proprio, magari scambiare opinioni e cosi’ facendo forse il tutto assumerebbe piu’ significato. Ti garantisco che di sensibilita’ musicale ne ho, almeno per la musica cosiddetta leggera. Forse dovrei proprio ascoltare un po’ di piu’. Magari 42 anni sono ancora pochi, in fondo, salvo inconvenienti, sono solo a meta’ della strada! Grazie per questo breve scambio di idee, un saluto. Matteo

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    1. admin Autore articolo

      carissimo Matteo…non volevo essere offensivo nei riguardi del tuo impianto di audiofilia ne tantomeno nei riguardi della tua sensibilità musicale.

      Ribadisco che il contesto dell’ascolto è fondamentale, come pure l’età per l’educazione all’ascolto.
      Grazie per essere passato da qui!

      Rispondi
  9. Alessio

    Salve, sono arrivato a questo articolo casualmente tramite la barra di ricerca, e attratto dal titolo l’ho dovuto assolutamente leggere. Trovo la sua analisi molto interessante e volevo segnalarle un libro sull’argomento, di cui probabilmente avrà già sentito parlare, si tratta di “Musicofilia” del Dr. Sacks, che ci spiega le basi neurologiche della comprensione musicale. Benché sia rimasto colpito da molti capitoli di quel libro (sono un medico anch’io), mi è rimasto impresso un particolare il capitolo in cui egli fa riferimento a due tipologie di persone, coloro che per meglio concentrarsi utilizzano la musica come “sottofondo” e coloro che invece proprio non ci riuscirebbero: ecco io credo di far parte di questa seconda categoria, in quanto quando ascolto la musica ne sono totalmente assorbito o, in alternativa, non la sento affatto.
    In quello stesso libro si parla anche di coloro che non provano emozione alcuna ascoltando musica e probabilmente, semplificando, la causa deriverebbe da diversi pattern neuronali del lobo temporale del cervello, che elabora i segnali acustici. Semplicemente “sentono ma non ascoltano”, come dicevano Simon e Garfunkel in “Sound Of Silence”. Chissà se qualcuno dei lettori arrivato a leggere il suo post è venuto qui proprio per questo motivo…?
    Per quanto mi riguarda, io non so ascoltare musica classica nel senso che è talmente sterminata che non so proprio da che parte rifarmi. Saprebbe darmi un consiglio? 🙂
    Grazie e ancora complimenti per il bel post

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    1. admin Autore articolo

      Carissimo dottore, grazie intanto per l’apprezzamento e per il suggerimento del libro, devo ammettere che non lo conosco, Rispondo partento dalla fine e cioè da dove iniziare ad ascoltare la musica classica.
      Premetto che un adulto, ha più difficoltà ad avvicinarsi alla musica classica se non ha avuto una educazione alla sensibilità musicale sin da bambino.
      Cioè se non ha passato la sua infanzia in un contesto atto a sviluppare tale sensibilità.
      Il mio consiglio è di andare in teatro a sentire una orchestra iniziando magari a piccole dosì e scegliendo la musica più vicina al repertorio romantico per poi passare a quello classico. Per quanto riguarda l’ascolto in casa o l’ascolto con musica per concentrarsi, io sono assolutamente contrario e proprio non capisco come ci si possa concentrare con il disturbo della musica…molto meglio il silenzio.
      Mi chiedevo qual’è la sua specificità di dottore… ho un progetto che riguarda i bambini in ospedale.

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      1. Alessio

        Salve, la ringrazio per la cortese risposta.
        Per risponderle in ordine: mi preme assolutamente aggiungere, riguardo al citato libro di Oliver Sacks, che esso è divulgativo, rivolto quindi a lettori “non del settore”, e al tempo stesso a un pubblico più specializzato, in quanto presenta una vastità di casi clinici che indubbiamente rivestono un esempio didattico. Le rinnovo quindi il consiglio alla lettura perché forse vi troverà delle risposte anche all’atto del suo lavoro!
        La mia educazione musicale è prevalentemente autodidatta, ho iniziato a apprezzare musica classica sin da bambino e ho sviluppato un legame affettivo con l’ascolto di questo genere in quanto mi ricorda il legame che avevo con mio nonno materno, cui ero molto affezionato. Credo che seguiró il suo consiglio, in fim dei cont inon si finisce mai di imparare! 🙂
        Per quanto riguarda la sua ultima domanda, al momento non sono ancora specializzato, sono neo-laureato e attualmente in attesa per l’apertura del concorso nazionale alle scuole di specializzazione. Ero semplicemente attratto dal titolo e ho voluto esprimerle un mio pensiero in quanto l’ho reputato molto interessante, vista la sua esperienza.

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        1. admin Autore articolo

          la ringrazio ancora del suo commento e le faccio il mio personale in bocca al lupo per la sua futura attività.

          Leggerò senz’altro il libro che mi ha suggerito.

          Passi spesso da questo blog… il confronto è sempre un arricchimento.

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