Messaggio di speranza! quasi una favola

Messaggio di speranza, quasi una favola!

Dal  balcone della cucina di casa mia, una volta si vedeva il mare…il porto…si udivano le sirene dei traghetti che partivano o arrivavano.

Io  adoravo tutto ciò e passavo il mio tempo di bambina a sognare ad occhi aperti guardando quel mare…poi un giorno sorse un palazzo ed io persi il mare…le sirene…il porto… e mi arrabbiai moltissimo.

Da  qualche anno, nell’appartamento corrispondente al mio, vi abitano due vecchietti; lei piccola, bianca, sorda e lui grande, bianco, cieco, si fanno compagnia a vicenda, ovviamente si parlano a volume altissimo, spesso chiamano dal balcone la figlia e i nipoti che abitano due piani sotto…

io spesso accusavo fastidio sentendo, mio malgrado, i loro discorsi…

…ma un giorno in cui mi ero alzata particolarmente presto, vidi dalle persiane ancora chiuse, il vecchio che apriva la finestra e con i suoi occhi assenti guardava il mondo ancora addormentato e diceva piano per non svegliare i vicini “Buongiorno!” ; e subito dopo anche la vecchina con la sua voce squillante: “Buongiorno!”. e scoprii che questo avviene ogni giorno con qualsiasi tempo e in qualsiasi stagione.

Messaggio di speranza, quasi una favola!

Da   quel momento non rimpiansi più tanto il mare, il porto, le navi…perché ogni giorno, questi due vecchi, mi ricordano che si può continuare a sperare che sia un buon giorno anche in mezzo alle difficoltà. e che sia un buon giorno per tutti, nonostante tutto!

amg (Anna Maria Guzzio)

Le immagini, ti aiuteranno a sentire l’esatta atmosfera e per finire un po’ di musica siciliana! per completare!

2 pensieri su “Messaggio di speranza! quasi una favola

  1. Maria Bonaria Fanunza

    BELLISSIMA LA STORIA DELLA BAMBINA, CHE VEDEVA IL MARE DAL BALCONE DELLA SUA CASA.
    DAL BALCONE DI CASDA MIA, HO I GIARDINI PUBLICI DI FRONTE. VENGONO TANTI BAMBINI A GIOCARE, C’E’ SEMPRE UN GRAN FRASTUONO, MA NON DISTURBANO AFFATTO. ALLA SERA UN GRAN SILENZIO, E CON LA LUNA PIENA SI VEDE TUTTO IL GIARDINO DORMIENTE. UNA SERA HO VSTO UN PICCOLO SCOIATTOLO, SDRAIATO PER TERRA E SI LAMENTAVA DAL DOLORE, IO LO CHIAMAI E LUI SEMBRO’ CHE MI CAPISSE, SI DRIZZO’ IMPIEDI E MI ASCOLTAVA, ED IO VIDI CHE ZOPPICAVA, POVERINO DISSI TRA ME: VORREI ANDARLOP A VEDERE COME STA REALMENTE, MA SONO SOLA IN CASA, E NON SO COME FARE ANCHE PERCHE’ A QUELL’ORA I CANCELLI SONO CHIUSI. LASCIO LA PORTA FINESTRA APERTA, ED OGNI TANTO MI AFFACCIO PER VEDERE COME STA, AD UN TRATTO SENTO UN RUMORE NEL POGGIOLO, VADO A VEDERE E TI TROVO LO SCOIATOLO PROPRIO LI’ DAVANTI A ME. L’HO PRESO LO PULITO, LO CURATO, ED HO VISTO CHE AVEVA UNA GAMBA ROTTA, LO POSAI IN UN CESTINO CON UN ASCIUGAMANO, PRESI DUE STECCHE DI LEGNO E DELLA GARZA, LO STECCAI E LO FASCIAI, LO TENNI IN CASA PER BEN QUASI UN MESE, LE DAVO DA MANGIARE, DE$I PINOLI, NOCI, NOCCIOLINE, LE MISI UNA CIOTTOLA PER POTER BERE. E LUI SEMBRAVA UNO DI CASA, NON FECE MAI IL CENNO DI ANDARSENE. QUANDO USCIVO CHIUDEVO LE PORTE DELLE ALTRE STANZE, LO LASCIAVO IN CUCINA DENTRO LA SUA CUCCIA, AL MIO RIENTRO MI VENIVA INCONTRO, SEMBRAVA UN CAGNOLINO. DOPO 29 GIORNI LE TOLSI LA BENDA E CON MIA GRANDE SODDISFAZIONE VIDI CHE FU GUARITO. COMINCIO’ A DARMI LECCATINE ALLE MANI, LO PRESI IN MANO E LUI MI DIEDE UN PICCOLO BACIO SULLE GUANCE, E LO LASCIAI DA SOLO PER UN ATTIMO FIONCHE’ RIMETTEVO A POSTO TUTTO QUANTO MI ERA SERVITO PER LEVARCI LE BENDE, LUI GIRAVA PER TUTTE LE STANZE, RIUSCIVA AD APRIRE LE PORTE, ANNUSAVA TUTTO, E POI FECE UN SALTO E PARTI’ DA CASA E SE NE RITORNO’ NEL GIARDINO, E SALITO SU UN ALBERO SI MISE A GRACCHIARE, COME PER SALUTARMI E RINGRAZIARMI. SONO FELICE DI AVERLO AIUTATO, MA IL DISTACCO E STATO MOLTO TORMENTATO, ALLA SERA LASCIAVO LA FINESTRA UMPO’ SOCCHIUSA, CON LA SPERANZA CHE RITORNASSE, MA OGNI GIORNO LO VEDEVO DAGLI ALBERI, MA NON E’ PIU’ RITORNATO. IL MIO PICCOLO SCOIATTOLO GUARITO, SALVATO DA MORTE CERTA, E’ RIENTRATO DALLA SUA FAMIGLIA FELICE.
    Maria Bonaria Fanunza
    05,06,1986.

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