Ho scoperto un buco nero

No, tranquilli non ho intenzione di parlarti di astronomia o di astrofisica.

Certo se per quest’articolo, mi dessero il Nobel per l’astrofisica, non sarebbe male.

Lasciamo l’ironia, per il momento, il buco nero di cui voglio parlarti, è la mancanza di musica nelle scuole Italiane, soprattutto nelle scuole primarie ed infantile, la dove c’è bisogno di un vero, efficace intervento educativo.

Perchè proprio li? Perchè proprio la musica? 🙂

Perché il periodo della scuola infantile e primaria, ormai lo sappiamo tutti, è il periodo più efficace e pù delicato per l’educazione dei bambini.
In questo periodo, apprendono e assorbono un’immensa quantità di cose, la musica, insieme a tutte le altre arti, è una parte essenziale per la crescita della sua sensibilità.

Un giorno sarò costretto a parlarti di Tiziano, un bambino speciale  che ha dato una spallata a tutte le mie convinzioni sull’educazione dei bambini. 😉

Ti racconto un breve episodio della mia vita; ricordo qualche anno fa, mentre mi trovavo in Spagna per approfondire i Concerti per bambini, un insegnante Spagnolo mi disse che avevano fatto un vero sciopero nazionale a sostegno dell’insegnamento dell’educazione musicale nelle scuole elementari.

Sciopero sostenuto da tutti i docenti spagnoli.

In realta, quello sciopero non era la richiesta di un posto di lavoro ma, l’affermazione di un principio educativo.

La convinzione che la musica è fondamentale per la crescita dei bambini e di un popolo.
Perché allora, saltare questo fondamentale periodo educativo? 🙂
Bisogna partire dai bambini di scuola infantile e primaria, questo ho imparato, questo è il modo di procedere corretto e coerente per la crescita e l’evoluzione dei bambini, non come succede in Italia che la musica s’inizia a impartire nelle scuole medie, saltando di fatto, il periodo più efficace.

Grrr… se ripenso a Tiziano e… sempre quel bambino, mi sbatterei la testa al muro.

Questo episodio mi fece riflettere molto sull’impegno sociale e culturale delle persone, ricordo tra l’altro una cosa che mi incuriosì moltissimo.
Arrivato all’aeroporto di Barcellona, sono entrato nei bagni; ebbene c’erano quelli per gli adulti, per gli handicappati, per le donne e… quelli per i bambini con le tazze a muro ad altezza di bambino, non ci potevo credere.Hanno pensato ai bambini con i fatti e non con le parole come succede in Italia.
Io, in giro per l’italia, un bagno specifico per bambino ancora non l’ho visto.
Sembra che non c’entra niente con quello che stavo dicendo, ma, c’entrano: il rispetto per i bambini, il rispetto per se stessi, c’entra perchè non si possono escudere i bambini.

Ritorno al discorso del buco nero, chissà che non prenda davvero il Nobel. 😉

Le scuole in Spagna, sono collegate direttamente con le strutture di produzione musicale come le orchestre e i teatri.
La maggior parte delle orchestre e dei teatri, hanno una programmazione di cencerti per bambini seguitissima, con attività preparatoria al concerto e attività post concerto. 🙂

Basta andare in qualsiasi sito internet delle orchestre spagnole e rendersi conto dell’importanza che danno a questa attività.

Inoltre, esiste una collana specifica per bambini di racconti musicali di alta qualità realizzata da edizione Agruparte, la collana si chiama: La mota de polvo (il granello di sabbia), che sta ad indicare che tutto è partito da questo racconto musicale una composizione per bambini riedita verie volte e che in Spagna è uno dei dischi più venduti.

Mentre in Italia, il disco più venduto per bambini è… dico a caso: Le Tagliatelle di nonna Pina, ho detto a caso! 🙂

(Questo video che segue è un piccolo esempio della produzione
Agruparte!)

Adesso basta!

Io mi chiedo: In Italia, quali sono i contatti reali delle persone con la musica classica ed i teatri?
Forse ancora in qualche grande città sopravvive (ho detto sopravvive di proposito visto i tempi che corrono) qualche orchestra e qualche teatro e tutto il resto?

La nostra amata televisione non trasmette niente di niente, tranne di notte quando i bambini dormono e anche i grandi, non esiste una collana discografica adatta e pensata per i bambini come in tutti i paesi civili. 🙂

Veramente stavo dimenticando la mosca bianca del “Gran Concerto” e qualcuno che giornalmente ci delizia con le tagliatelle di nonna Pina e magari con “Il coccodrillo come fa”.
Forse non sarà vero… ho sicuramente una visione contorta della realtà, non può essere così nel paese dove é nata la musica, anch’io mi rifiuto di credere a quello che ho scritto. 😉

Ogni tanto mi lascio andare a un po’ d’ironia, sarà lo spirito del carnevale!

Questa è la mia opinione… e la tua?

Ora che sai perchè mi sono candidato per il premio Nobel per l’astrofisica, spero che mi sosterrai.

Alla prossima cercherò di essere più serio.

Giovanni Ferraro

23 pensieri su “Ho scoperto un buco nero

  1. Rosanna

    Meraviglioso, sono assolutamente con te, i bambini hanno la musica dentro le cellule, come hanno il ballo dentro le cellule e il non poterne godere di entrambe, per tante ore al giorno, nel periodo più fertile, compromette un armonico sviluppo del bambino e insieme la capacità per l’essere umano di essere felice. I bambini sono considerati ancora cose, da molti adulti e soprattutto oggetti da riempire. Nelle scuole poco ci si interessa del bambino, quello che è importante sono i contenuti da infilare dentro i bambini. Non c’è il concetto del rispetto, del dare loro gli strumenti per fruire della bellezza della natura, dell’arte, per imparare ad apprendere…
    Non credo sia per cattiveria o per non saperlo fare, è così che vanno le cose e cambiare non è proprio facile.
    Grazie Giovanni, mente illuminata!

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  2. Anna

    Ma guarda che non sei stato serio, di più! Facio parte di un’associazione di volontariato scolastico!! Che strano occuparsi volontariamente di scuola, vero? Sempre quasi un controsenso….. e di fatto risulta quasi esserlo… perché in tutto ciò che, come genitori, abbiamo cercato di proporre abbiamo avuto grosse difficoltà perchè il “sistema scuola” è davvero farragginoso ed incapace – nonostante – di accogliere novità di miglioramento senza entrare in crisi…… insomma meglio evitare per nna vere o troppo da fare o doversi porre delle problematiche…. meglio evitare!
    E così dopo cinque anni di cammino nel volontariato scolastico che viggia parallelamente alla scuola statale e dopoa ver cercato in tutti modi di far comprendere le nostre buone intenzioni nel migliroare la qualità della scuola, siamo arrivati alla fine esausti perchè la “scuola” ti fa veramente perdere la pazienza anche se ne siamo dotati di parecchia……
    Io sono una fan della scuola steineriana, ma nella mia città siamo ancora indietro. E’ stato un amore a prima vista quando lessi la frase: “Vi sono soltanto tre modi per educare: con la paura, con la competizione, con l’amore. Noi abbiamo rinunciato ai primi due.” Rudolf Steiner
    Cosa ne pensi tu? Non è un manifesto di tutto ciò che un genitore potrebbe desiderare per il proprio figlio? Ed è per questo che ho messo impegno nel cercare di difendere questi bambini che considero anche figli miei dal materialismo e dall’insensibilità dilagante che si trova a scuola. Ma la lotta è dura, durissima perchè ci sono situazioni in cui certi insegnanti non ammettono di non saper essere la gusta luce per i bambini ……. Ed è più facile pensare di avere sempre e soltanto ragione, non mettersi in discussione perchè ciò comporta fatica ed assunzione di responsabilità verso sè stessi… ed è meglio dire che sono i bambini che sono troppo sensibili e che devono imparare a difendersi…. Ed io mi sento veramente a terra nell’apprendere queste cose perché vuol dire davvero che di pedagogia e psicologia questa gente che dovrebbe avere un’idea chiara di come NON comportarsi con i bambini, se ne frega e scarica le proprie responsabilità come può…… Che tristezza! Bisognerebbe davvero valutare gli insegnanti ma non come intende fare il Miistero, ma valutare il profilo psico-pedagodico delgli insegnanti, questo dovrebbe essere fatto! Ma una cosa così non verrà mai portata avanti perchè cadrebbe l’intero impianto!
    Mi spiace di averti tediato con queste mie considerazioni e nona verti parlato di ciò che avresti voluto tu e cioé della musica nelle scuole dell’infanzia e primarie. Avrai compreso come sarebbe per me auspicabile che la scuola si avvicinsse maggiormente ai principi stenineriani dove musica, disegno, movimento (euritmia) sono i canali utilizzati per insegnare la didattica…. Una meraviglia che alcune città italiane hanno già imparato ad apprezzare……. Milano, Roma, e persino Palermo…. ma cosìdetto terzo mondo queste iniziative esistono ……. ed allora mi chiedo: “Ma chi è più indietro nell’aver compreso quello di cui i bambini davvero hanno reale bisogno?” La nostra società è troppo materialista e così non può continuare ancora per molto tempo…..Siamo alla sbando più totale dei valori che la scuola dovrebbe veicolare ai bambini e ragazzi ovviamente in accordo ed in simbiosi con la famiglia, primo anello della società.
    Auspico in un ravvedimento di tutti per il bene più grande: bambine e bambini, donne e uomini di domani!
    Un grazie sincero per ciò che fai!
    AnnaMaria

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  3. Rossana Schirra

    Salve Giovanni,
    devo dire che mi stupisce molto leggere che in Italia non si insegni ed. musicale nella scuola primaria. Io l’ho fatto per trent’anni. E comunque non conosco scuole di Cagliari in cui non si impartisca questo insegnamento. Ora lavoro in Germania e anche qui, una volta alla settimana si insegna musica.

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  4. pat

    E’ verissimo, hai ragione c’è pochissima musica per i bambini, nelle
    scuole quasi nulla, anche nelle recite scolastiche, ne ho viste tante,
    pochissime canzoni, soltanto qualche coro a Natale.
    Alle elementari le bambine hanno una maestra di musica, ma le canzoni che cantiamo sono quelle che le abbiamo insegnato noi.
    Io vado in una chiesa a dieci chilometri da casa perchè quel Sacerdote ci fa cantare quasi tutta la messa, è molto bello. Lui
    dice sempre chi canta, prega due volte. C’è un ragazzo musicista che suona e canta lì da quando era giovanissimo, noi ci raccogliamo
    tutti più volentieri e si è formata una piacevole compagnia spirituale.
    Pat

    Rispondi
  5. admin Autore articolo

    @Rossana
    Ciao, grazie per questo tuo commento che mi permette di chiarire meglio.
    Io conosco molti insegnanti che come te, hanno insegnato musica ai bambini di scuole elementari e continuano ad insegnare, anche con grande impegno e sacrificio.
    la realtà è che, addirittura è stato rispristinato il maestro unico nelle scuole elementari che certamente può avere competenze specifiche musicali ma , molto spesso non ne ha.
    In spagna c’è, in aggiunta anche l’insegnante di musica con competenze pedagogiche specifiche.
    Il mio pensiero quando parlo di buco e di mancanza di musica sta nel fatto che i bambini devono poter fare musica e la musica deve poter far crescere la loro sensibilià specifica e sensibilità in senso generale, magari attraverso le metafore delle favole, vista la loro età.
    Purtroppo, dove trovi gli insegnanti sensibili come te o come altre persone che conosco e stimo tantissimo, non hanno a disposizione i mezzi per far musica in modo ottimale.
    Non hanno sale di musica attrezzate, non hanno strumenti musicali di qualità, mancano del collegamento diretto con le istituzioni di produzione musicale, non fanno esperienze pratiche di musica, intendo dire per quest’ultima cosa, di fare esperienza con la musica “vera” con tutti i suoi componenti essenziali e non suonare qualche strumentino a scuola.
    Un grande direttore d’orchestra diceva: vuoi che tuo figlio diventi un tennista? dagli una racchetta.
    Dietro questa frase c’è una grande idea educativa, si impara attraverso una esperienza pratica specifica, voglio dire che se devo educare la mia sensibilità musicale devo salire a bordo della musica.
    Ho detto salire a bordo perchè, mi è venuto un altro esempio… prova a pensare se qualcuno deve affrontare il gran premio di formula uno e si allena(educa la sua sensibilità) con i video giochi.
    Ti lascio immaginare cosa succederà alla prima curva!
    Questo, ovviamente è il mio pensiero.
    Mi fa piacere che adesso ti trovi in un paese dove la musica ha più valore.

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  6. admin Autore articolo

    @Rosanna
    Grazie per la “Mente illuminata”… ho pochi capelli, direi più che altro che la mia mente (luna) fa luce, per stare ancora in tema scherzoso.
    Passando alle cose serie, io penso che non bisogna generalizzare e certamente, alcune scuole sono come dici tu, ma come ho detto nel commento di prima, conosco insegnanti davvero molto in gamba e sensibili.
    la strada è quella che tu suggerisci: il rispetto verso i bambini, dare loro gli strumenti per fruire della bellezza della natura, dell’arte, per imparare ad apprendere…

    è così che vanno le cose, questa frase non mi piace con tutto il rispetto.
    le cose, come dici tu, vanno in un certo modo, perchè c’è qualcuno sempre che li indirizza.
    Hai purtroppo ragione, cambiare non è proprio facile ma, ognuno di noi faccia la propria parte.

    Grazie ancora!

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  7. admin Autore articolo

    @Anna,
    Intanto complimenti per la tua attività di volontariato, questo tuo impegno rafforza la mia convinzione che dobbiamo occuparci della educazione dei nostri bambini in prima persona senza delegare, dopo vengono le istituzioni etc etc.
    Accidenti sei capitata davvero male! hai fatto davvero una brutta esperienza.
    Capisco che, per una persona sensibile come te, con competenze specifiche, visto la tua conoscenza di R. Steiner, deve essere stato pesante incontrare tale difficoltà in una scuola.
    Come ho detto, vi sono insegnanti bravi e preparati ed altri un po’ meno.
    “Vi sono soltanto tre modi per educare: con la paura, con la competizione, con l’amore. Noi abbiamo rinunciato ai primi due.” Rudolf Steiner.
    Si, senz’altro lo prendo come manifesto e aggiungo, qualsiasi cosa fai, potresti pure sbagliare ma, se lo fai con amore i bambini lo percepiscono benissimo.
    Non mi hai tediato per niente con le tue considerazioni, per me è sempre un arricchimento confrontormi con persone come te!
    pero… la prossima volta mi parli di più di quello che ho scritto.
    alla prossima

    Rispondi
  8. claudia

    ciao a tutti….io dico sempre di venire da un altro pianeta….il pianeta di fono…ci ho scritto pure una favola….

    ho studiato flauto traverso e dolce al conservatorio per 15 anni…poi ho provato a cercare di inserirmi in qualche scuola per realizzare il mio sogno…insegnare musica ai bambini…ma ho incontrato una voragine…mi sono arresa ed ho trovato lavoro prima in un centro di chirurgia estetica dove ho frequentato molti corsi per la ricerca di armonia e benessere …poi in una boutique …che mi da solo la possibilita’ di guadagnarmi la pagnotta….il mio spirito in questi 16 anni di negozio soffre tanto…quindi ho ripreso ad insegnare musica anche se per poche ore alla settimana sia ai grandi che ai piccini….ma è molto difficile riuscire a far accettare i progetti musicali nelle scuole!!!! mancano fondi e a volte prediligono corsi a dir poco assurdi piuttosto che artistici….
    detesto le tagliatelle di nonna pina…e la mia bambina fin da piccolissima ha sentito con me musica di ogni sorta….anche i baby eintein e little einstein…adora la carmen di bizet e il flauto magico…abbiamo visitato assieme ogni sorta di museo musicale…abbiamo libri di musica in tutti i formati…anche tridimensionali….è il nostro linguaggio che mi ha trasmesso mio padre che suona la tromba….
    due volte l’anno organizzo il coro di mamme e bambini le ugole…a cui insegno musiche natalizie ma anche le nostre tradizioni triestine…io poi suono un po’ il flauto…mio padre la tromba e mia figlia glockenspiel flauto e percussioni….sono felice di fare queste faticosissime esperienze con persone che non conoscono la musica ma che vorrebbero cantare…quando faccio suonare qualche piccola percussione vedo l’entusiasmo…ma è difficile…trovare il tempo..il luogo…qualcuno che ci presti un luogo per riunirci…la scuola non fornisce un educazione musicale specifica…non è colpa della maestra se non ha la competenza…rabbrividisco quando leggo le cose che devono scrivere…mia figlia mi mostra perplessa il quaderno e le schede…cantano canzoncine con le basi con strumentini spesso fuori tempo…terribile…io non dico nulla…e chiedo a mia figlia di assecondare la cosa…lei è modesta e non si mette in mostra…la maestra non comprende neppure certe cose…ed io non me la sento di dire nulla….ma è a dir poco vergognoso….non è un buco nero…ma è incompetenza dilagante …
    io non posso insegnare matematica o storia…non sono le mie materie….perchè una persona che non ha un diploma musicale puo’ insegnare la materia? RIPETO MATERIA….non sono solo canzonette….ma è educazione musicale…tocca le corde dell’affettività…tocca l’udito…stimola certe zone cerebrali…è ARTE….
    io conosco bene rudolf steiner,ma anche willelms, o orff…..ho fatto un concorso in ricreatorio come educatore musicale….ma piuttosto vengono presi personaggi a volte non adatti a lavorare con i bambini o persone con la laurea in psicologia….non si capisce bene…le persone vengono scelte in base ad un cartaceo presentato e non alle competenze e qualita’ reali….secondo me è allucinante….spesso divento amica delle maestre che rimangono a bocca aperta quando vengo circondata da bambini curiosi che vogliono parlare e giocare con me…e tutti mi dicono che sarei una bravissima maestra…ma non ho fatto la scuola magistrale…quindi mestamente faccio la commessa…mestiere che trovo insulso e stupido….vendere abiti di lusso a donne vanitose è per me rivoltante….d’altronde…carta canta….
    mi sento confusa…come se tutto fosse sbagliato….
    cerco di trasmettere la musica a tutti….in ogni modo….canto in un coro polifonico e quando la mia sezione sbaglia fingo di non aver capito per far ripetere….per me la musica è una dimensione unica…ho scritto favole sonore…ma poi non catalogo…non ho il coraggio di provare a pubblicare…e quando vedo certe castronerie vendute a caro prezzo mi ricordo delle mie favole…delle mie musiche …dei miei sogni di un mondo diverso…e di tanto in tanto la fiammella si riaccende….molti miei allievi mi mandano mail….o gli auguri a natale o per il compleanno…altri mi raccontano che i loro figli ora studiano musica anche se loro magari hanno abbandonato…c’è tanta voglia di conoscere questo mondo…ma è come se fosse una cosa tanto lontana….quasi di un altro pianeta….fono , forse…..

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    1. admin Autore articolo

      @Claudia
      chiedo scusa per non aver risposto al commento ma, deve essere successo qualcosa, adesso lo riscrivo.
      Allora, non voglio farla lunga ma, voglio dirti solo una cosa. non devi sentirti ne confusa ne altre cose. da quello che traspare in questo tuo commento c’è solo una cosa il grande amore nel fare la musica e il grande rispetto per gli altri e questo i bambini hanno un particolare radar nel percepirlo.
      Non cambiare assolutamente, sei, per una di quelle persone che si vorrebero sempre incontrare.

      Rispondi
  9. Nicoletta

    Sono una tua fan da poco e mi sento meno sola grazie a te! Proprio oggi che sono terribilmente giù leggo il tuo articolo e sento che non sono io un’aliena, ma che l’incultura è ormai a livelli incredibili! Sto portando avanti un progetto di propedeutica musicale in una scuola elementare di paese, dove da due anni è stata aperta la sezione musicale alle medie. Vado al bar a prendere un caffè, commento positivamente l’apertura di tale sezione e mi sento dire: “Ah qui nessuno ne è felice! C’è solo una sezione e i bambini sono praticamente costretti a scegliere di suonare uno strumento musicale!” “Bello no?” “Eh no, la musica mica è per tutti! Mica tutti sono portati”…avessi potuto fare questo discorso per la matematica!! In classe con i bambini inizio ad insegnare una canzoncina cantandola io ed accompagnandola alla tastiera. I bambini mi guardano basiti e poi sbottano “Ma non metti la radio?” “Come la radio?” “Sì, il maestro che c’era prima di te ci insegnava le canzoni facendoci cantare sulla radio (base cantata)” “Ma così imparate veramente a cantare, la base la mettiamo poi” e tutti sbuffano. Oggi l’ultimo esempio. In quinta, dove studiano la diamonica dall’anno scorso, alla quarta lezione faccio fare qualche gioco di lettura ritmica ed un bimbo mi chiede “Ma quanto vale la nota bianca?” “Non avete fatto il valore delle note?” “Noo!” così spiego loro i fondamenti del ritmo. Poi un altro mi chiede “Ma a cosa serve la chiave di violino?” AIUTO! Lo spiego velocemente, dicendo che ne riparleremo in un’altra lezione (ma finora come hanno fatto a suonare?). Poi la maestra a fine lezione mi prende in disparte e mi dice: “Guarda che non serve che gli insegni tutte queste cose, sono piccini! Oggi glielo hai spiegato, domani lo dimenticano. Chi ti ha fatto domande è perché studia chitarra e dunque è già interessato alla musica, gli altri vogliono fare le canzoncine e divertirsi. Poi a fine anno i genitori vedono cosa gli hai fatto fare e non serve che ti dica che devono essere cose carine, perché hanno pagato per il progetto! Lo scorso anno per esempio hanno imparato delle canzoncine con la diamonica, ma ai genitori non sono piaciute ed abbiamo cambiato insegnante”. COSA REPLICARE? Tutto o nulla. Mi sono cadute le braccia. Ok insegnare la musica vivendola e giocando, ma almeno i fondamenti di questo linguaggio bisognerà che i bambini li conoscano (in quinta poi!), se no che cosa diventa, un corso di animazione da villaggio vacanze? Si imparano canzoncine di successo, magari con un balletto e nulla più? La musica viene vista così: intrattenimento, punto.

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    1. admin Autore articolo

      @Nicoletta
      ciao, direi che siamo messi maluccio, per non dire altro.
      Dunque, mi pare che bisognerebbe fare musica secondo i gusti dei genitori e che gusti! e che educazione hanno ricevuto?
      io penso che i bambino hanno uno dei più perfetti strumenti per far musica… La loro voce.
      anche se è difficile… Non cedere a far fare musica di scarsa qualità!
      alla prossima

      Rispondi
  10. Domenica

    Sono contenta di aver scoperto questo bellissimo mondo: la favola vagante.
    Solo il nome mi rende felice, perché collima con l’idea che ho di educazione, vagare, migrare, per me, rende benissimo l’idea della metafora del viaggio. Non vi può essere insegnammento se non attraverso il vagare, il viaggiare in tutti i campi dello scibile umano. La musica, come l’attività fisica sono lasciate un po’ a loro stesse nella scuola primaria. Sono perfettamente d’accordo con Anna, Steiner è un bellissimo esempio di cosa sia l’insegnamento, un bellissimo atto d’amore. Molto tempo fa un filosofo disse che il vero maestro è colui che divulga le proprie conoscenze, mentre spesso a scuola accade l’opposto, chi conosce qualche metodologia nuova la tiene stretta come fosse proprietà privata. Mi piacerebbe comunicare il mio pensiero attraverso una pagina di diario che ho scritto da poco, insegno italiano in una classe prima, della scuola primaria, la musica accompagna molte nostre attività. Per chi volesse leggere la pagina di diario:
    http://www.scrivere.info/racconti/racconto.php?racconto=491&t=18+Febbraio+2011
    Grazie Giovanni, per tutte le stupende iniziative che metti a disposizione, attravero questo sito (inoltrare le tue e-mail è un grande piacere).
    Domenica

    Rispondi
    1. admin Autore articolo

      @Domenica
      Grazie per le tue osservazioni che condivido.
      aggiungo una piccolo pensiero: il denaro ha valore se circola e non se rimane fermo, lo stesso pensiero vale per ciò che uno sa ho conosce… è la condivisione e il mettere a disposizioni degli altri che ne’ da’ l’esatto valore.

      Rispondi
    2. admin Autore articolo

      @Domenica
      Il valore, in qualsiasi cosa è dato dalla condivisione e dalla donazione:
      Solo donando si riceve… è una frase tratta dal mio racconto La lucciola generosa

      Rispondi
  11. giusi

    ciao Giovanni,
    l’altro giorno hai assistito e partecipato alla lezione che abbiamo fatto con Maristella,(fascia d’età 6/12 mesi). Hai visto che meraviglia? Purtroppo siamo ancora in pochi ad essere fermamente convinti che la musica deve essere trasmessa sin dai primi giorni di vita del bambino esattamente come si fa con il linguaggio parlato (e non mi dilungo parlando anche degli incontri che si fanno con le mamme in attesa). Si pensa sempre che per fare musica sia importante conoscere il pentagramma, le note, le figure musicali,etc…, ma noi cosa facciamo prima scriviamo, leggiamo e poi parliamo? o esattamente il contrario. Perchè non farlo anche con la musica? Basta con questa teoria……L’obiettivo non deve essere quello di aggiungere altri stimoli ai tanti già presenti nella vita del bambino di oggi, o di riempire ulteriormente il suo tempo per distrarlo o intrattenerlo, ma è quello, semmai, di promuovere una relazione adulto-bambino, all’interno della quale l’uno possa rivolgersi all’altro per comunicare non più solo attraverso le parole e il racconto, ma anche con il canto e l’ascolto musicale. L’inserimento della musica nelle scuola dell’infanzia è importante per la formazione dell’orecchio musicale ed eventualmente per la scelta di suonare uno strumento musicale. Oggi esistono i Licei Musicali, ma se non c’è un educazione musicale come pensiamo che un adolescente possa scegliere di iscriversi al Liceo Musicale?
    ciao giusi

    Rispondi
    1. admin Autore articolo

      @ Giusi
      ciao Cara, ho ancora l’emozione per quella lezione con i bambini di 6/12 mesi.
      Forse qualcuno penserà che ci siamo sbagliati e volevamo dire 6/12 anni no, abbiamo detto bene mesi e non anni.
      Non ho niente da aggiungere a quello che hai detto, tranne di farti conoscere al più presto Tiziano.
      Tiziano e quasi mio nipote e, ti posso assicurare che è un bambino normale ma, tutte le persone che ci stanno attorno, oltre ad insegnargli il linguaggio parlato, comunicano con lui, anche musicalmente.
      Figurati che io non sono Giovanni ma diciamo che sono la la la, ti spiegherò di persona.

      Rispondi
  12. giusi

    vorrei rivolgermi ai , purtroppo, molti colleghi che spesso emarginano gli alunni che hanno problemi di intonazione. Ci siamo mai chiesto come mai? Forse perchè non hanno una buona educazione musicale e mi riferisco all’educazione all’ascolto a sentire i suoni, a distinguere i suoni intonati da quelli stonati e quindi essere in grado di correggersi, sentire il suono dentro prima di tirarlo fuori. Colleghi questo è compito nostro. Spesso mi è capitato di sentire tu vai dietro sei stonato, fai finta di cantare. No! io non lo accetto. Se siamo dei buoni educatori sapremo trovare la strada giusta per aiutare i nostri allievi, emarginarli è la strada più facile.Giovanni scusami per lo sfogo.

    Rispondi
    1. admin Autore articolo

      @Giusi
      Tranquilla, puoi sfogarti ed esprimere il tuo pensiero liberamente.
      Il mio pensiero è che non esistono bambini stonati ma, come sottolini tu, bambini che non hanno una situazione ambientale in grado di stimolare questa capacità.
      Gli unici bambini stonati sono quelli che hanno problemi fisici ad emettere il suono e credimi è una percentuale davvero molto ma molto bassa. Non è nemmeno il caso di quantificarla.
      Spesso, per rafforzare quello che hai detto, succede che qualche insegnante per mancanza di preparazione usi una scorciatoia o semplifichi o magari qualcun’altro, usi i bambini per far vedere quanto è bravo e quindi sceglie i bambini solo i più bravi.
      Spero e credo che questi insegnanti siano pochi!
      alla prossima

      Rispondi
  13. Domenica

    Cara Giusi,
    sei fantastica ed hai pienamente ragione. Si educa alla musica sin da prima dalla nascita, non dimentichiamo che il periodo prenatale è fondamentale come quello che seguirà dopo. Sono cresciuta con la musica, non la classica, i miei nonni erano contadini, ma mi hanno educato alla musica con ogni sorta di canto, ballo. Mi hanno educata anche all’ascolto con le storie, che mio nonno mimava divinamente. Adesso adoro la musica e la utilizzo sempre in classe, come adoro le storie. E’ questo che mi dà tanta soddisfazione e mi fa capire quanto sia importante lavorare con i bambini nella costruzione di ogni tipo di conoscenza. Scriviamo anche delle bellissime storie insieme e ci divertiamo ad ascoltare la musica, da Pavarotti agli Studio tre alla classicca…la conoscenza non ha confini di alcuna sorta.

    Rispondi
  14. giusi

    Brava Domenica,
    peccato che nella scuola primaria gli insegnanti che la pensano come te sono ancora pochi. Noi che crediamo nell’importanza della musica non come intrattenimento, ma come strumento per educare dovremmo unire le nostre forze e divulgare il più possibile questo strumento educativo…..
    ciao giusi

    Rispondi

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