Esorcizziamo la tristezza

Il Carnevale visto in chiave taumaturgica.

Esorcizziamo la tristezza anche con un po’ di musica, guarda i video sino alla fine! 😉

L’uomo attraverso i secoli è  maturato negli usi e costumi, da conservatore e rigoroso nelle feste tradizionali, si è trasformato dando luogo a un’emancipazione all’insegna della libertà, il gusto delle cose si è affinato, ha cominciato a ricercare nelle feste uno spunto in più nella realizzazione della sua vita, modificandolo sensibilmente.

Il comportamento di ogni individuo varia a seconda delle possibilità che gli offre l’ambiente circostante, dal beneficio che riesce a trarre dal suo lavoro individuale.
Da qui nascono gli ideali che ci portiamo dentro; una vita intensa di viaggi, l’amore per uno studio particolare, l’amore per la famiglia in seno alla società di oggi, e infine una certa routine godereccia di certi tipi che non si lasciano sfuggire un’occasione per divertirsi o stare in compagnia. 🙂

Di conseguenza le feste sono ritenute più o meno sacre da ognuno di noi anche se tutti aspettiamo quel momento per viverle in modo diverso.
Queste feste però ci fanno sentire sempre quello che siamo nella realtà, con i nostri oneri, le ansietà, i programmi che devono essere fatti con  meticolosità affinché tutto vada in porto.

Nessuno ci esonera dai doveri giornalieri e da una certa buona educazione che fa parte della nostra etica professionale. 🙂

C’è una festa però che offre all’uomo un’immagine di se stesso diversa; che lo pone in chiave un po’ ironica in atteggiamenti lontani dal suo solito modo di agire, ironica, perché direi anche un pochino beffarda gli offre il modo di scaricare le tensioni tirando fuori una persona con un bisogno naturale di divertirsi, di rilassarsi e anche di conoscersi.

Ecco perché beffarda, pone all’uomo l’illusione di essere una maschera tra i tanti, con un bisogno di svago che è comune a tutti, e mentre si crede di prendere in giro qualcuno ci si accorge molto spesso che la beffa è indirizzata verso la nostra persona, che la maschera la si indossi tutti i giorni e quello del Carnevale invece è un essere se stessi, quindi un trasfigurare l’immagine di quello che siamo soltanto in apparenza. 🙂

Ed ecco la tristezza del Clown con la faccia sorridente, l’arlecchino che danza spensierato portando invece dentro un conflitto eterno.

Questo succede perché siamo chiamati nel mondo a fare una parte che non si confà alle nostre aspettative, le nostre speranze.

All’inizio cerchiamo di crearci una vita ideale, poi man mano i compromessi ci avvelenano l’esistenza fino ad esasperare la nostra realtà capovolgendo il ritmo della nostra vita e dei nostri ideali. 🙂

Nel Carnevale ognuno cerca l’immagine che crede di poter avvicinare a se stesso; una maschera particolare che pone in evidenza quello che siamo e che cosa vogliamo.

Mentre ci diamo da fare per mettere in pratica l’aria di festa, ecco che il nostro animo si libera in questa mimica che è a favore soltanto di noi stessi, è una psicoterapia di gruppo che ci aiuterà poi a superare i momenti grigi dell’anno, quelli che per ovvie ragioni ci costringono ad ingrigire la nostra aurea fatta di limpida luce. 🙂

Insomma è una bella scossa per disintossicare il nostro organismo dalle delusioni quotidiane, quindi dobbiamo, anzi abbiamo il dovere di partecipare al Carnevale con la nostra maschera preferita fatta dai nostri ‘sogni nel cassetto’.

Questa festa che ci educa e ci sprona a comprenderci, dovrebbe essere ripetuta più volte nel corso dell’anno per compensare la fatica oltre del lavoro anche quella festiva, purtroppo soltanto una volta all’anno possiamo permettere ai desideri di entrare a far parte della nostra vita, quindi   auguriamoci un buon Carnevale per esorcizzare la tristezza e… sarebbe proprio il caso di dirlo.

“Giù la maschera”. 😉

Patrizia Serangeli

11 pensieri su “Esorcizziamo la tristezza

  1. Francesco Chiari

    Vorrei sapere cosa deve fare chi, come me, non ha più né maschere né tantomeno sogni nel cassetto, e che non ha mai amato o capito il Carnevale fin da quando andava all’asilo. Grazie.

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  2. Rosanna

    Ecco cosa dovresti fare Francesco, anzi non lo dico, dentro di te lo sai cosa puoi fare. Lo so che è duro togliersi la brutta maschera, che ci hanno messo fin dall’asilo, se noi non siamo padroni di metterci le maschere dei nostri sogni, forse è perchè ce li hanno rubati, i sogni, fin dai tempi dell’asilo, e non ce li siamo ripresi, possiamo farlo ora, anche tu lo puoi fare, il carnevale è qui, ora. Sorridiamo e via a celebrare i nostri sogni liberati!!!
    Grazie a te, ciao.

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    1. admin Autore articolo

      @Rossana,
      esattamente questo è lo spirito del carnevale a mio parere, buttare giù la maschera e magari rimettere una maschera di un sogno.
      Grazie doppie per la risposta a Francesco che, a quanto pare tu conosci, e quindi puoi rispondere con più efficacia mia.

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  3. Rosanna

    Bellissima presentazione del senso della festa del carnevale! Ci è data la possibilità di toglierci la maschera e travestirci, per dare voce e corpo ai nostri sogni allo spirito creativo che è in noi e che ci ha donato vita. E’ un riprenderci la gioia, l’amore, la pace, la serenità, il sorriso, la leggerezza, è ritornare, una volta all’anno, alla purezza del bambino.
    Grazie

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  4. claudia

    io adoro il carnevale….fonte di grande creatività….ha senso se si creano momenti di aggregazione sana e costruttiva per un obbiettivo comune….stare assieme e stare bene….le donne con ago filo, gessi, colla a caldo,tulle,raso,macchina fotografica a costruire e progettare costumi unici al mondo….non ce ne sara’ mai piu’ uno identico al nostro….gli uomini inn officina a costruire con la cartapesta e filo di ferro…e poi la festa…sfilare assieme…cantando a squarciagola….liberandosi da tutti i doveri e pensieri per qualche giorno…puo’ funzionare solo se nel gruppo ci si vuole bene..solo se il cuore è sincero e la voglia di stare assieme fa superare la stanchezza e la fatica dei preparativi….il carnevale non è amico della tristezza….non è amico dell’isolamento e della solitudine…la sfilata è una festa e non ne varrebbe la pena per quelle facce grige e inespressive che ti guardano indifferenti e sono tante….ma un solo sorriso…occhi negli occhi e magari un breve applauso con un bravi….ti ripaga e ti da una soddisfazione impagabile che si puo’ capire solo vivendola….

    un luminoso saluto claudia vascotto

    http://elnostrocarneval.blogspot.com/

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  5. pat

    Il Carnevale in gioia
    Carnevale grasso e grosso,
    ci rallegra a più non posso.
    Di maschere e coriandoli
    ne usa proprio tanti.
    Salta, canta e ride
    insieme a chi lo vive.
    A suon di schiamazzi,
    diventan tutti pazzi.
    Con l’Arlecchino di tutti i colori,
    apre il corteo perchè è dei migliori.
    Pulcinella che balla e saltella,
    ama ballare la tarantella.
    Un Gigante col piedone,
    fà il suo bel figurone,
    sulla testa ha delle antenne,
    nelle mani delle penne,
    su cui scrive dolci note,
    per ascoltare Egli si muove.
    Ciondolando con la testa,
    la melodia fa gran pressa.
    Tutti ridono al passaggio,
    dello strano personaggio,
    che ha valor questo si sa,
    la canzon che canterà.!
    Ci sono Carri di fantasia,
    che con le fiabe allungan la via.
    L’Ape Maia che salta tra i fiori,
    è trasportata con tutti gli onori.
    Cappuccetto Rosso sull’altalena,
    il Lupo pensa sia la sua preda.
    Titti cinguetta, mentre Silvestro,
    è nascosto in un canestro.
    Speedy Gonzales lascia una scia,
    di strisce filanti mentre va via.
    I pagliacci che son numerosi,
    accompagnano i carri desiderosi,
    di regalare tanti sorrisi
    e di ricevere molti inviti.
    Se in questa cotanta confusione,
    ci si dimentica l’educazione,
    il senso civico si può gettare
    e spazzatura può diventare.
    Ma i bimbi no,,,, San cosa fare,,
    per divertirsi e farsi abbracciare,
    così la festa dura più a lungo,
    sembra in eterno un girotondo.
    Ah ! Ricordiamoci che c’è anche un nano,
    che ci vuole dare una mano,
    per ripulire in tutta fretta,
    di ciò che ha, ognuno ne metta.
    Mi raccomando però non dite
    che il Carnevale è privo di ardire,
    ci si scatena per divertirsi
    per amarsi e carcar di capirsi,
    siamo ancora all’inizio dell’anno
    c’è ancora tempo per ogni affanno.
    Pat

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  6. pat

    Vorrei rispondere a Francesco, anche se non lo conosco e non mi
    permetto di interferire nella sua vita, ma soltanto spiegare; io
    all’asilo ricevevo bacchettate sulle mani dalle suore e mi chiedevo
    in che razza di mondo fossi capitata, ma non ho mai smesso di sognare, ho soltanto costretto mia madre a cambiare la mia scuola.
    Ti auguro comunque un buon Carnevale all’insegna della serenità.

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