Lu focu di la pagghia

Educhiamo i bambini con la musica etc. etc., questo è il titolo del blog

“La Favola Vagante”.

🙂

Perché proprio la musica? Dove sta la sua importanza? Qual’é la sua funzione educativa?

Per rispondere a queste domande, ogni tanto devo parlare di musica, questa è la mia competenza specifica ma, parlare di musica è molto difficile senza la musica e soprattutto se ne può parlare sentendola dal vivo.

Per fortuna, ci viene incontro la combinazione musica e testo.
Molto spesso la combinazione musica/testo nelle sue varie forme si potenziano a vicenda.
Inizio con una canzone siciliana “Lu focu di la pagghia” di Rosa Balistreri con arrangiamento orchestrale interpretato dalla cantata Etta Scollo.

Questa canzone, mi dà lo spunto per mettere a fuoco la potenza delle comunicazione dei sentimenti e degli stati d’animo attraverso la musica.
🙂

Questo è il testo tradotto in Italiano:

Il fuoco della Paglia dura poco
Quanto l’amore di una bugiarda
L’amore che durò meno di un’ora
Fu il fuoco capriccioso di una strega.

L’occhio mio di innamorato ti vide chiara
sorgente di acqua cristallina e pura
ma tolte le pietre alla fiumara
resta il fango per la fogna.

Stanno suonando a morto le campane
ora che tu hai ucciso il mio amore
Il sole si è oscurato anche il cielo e il mare
e il mio cuore è pieno di dolore.

Hai dato il mio cuore ai becchini
stanno scavando fosse e sepolture
cercano teschi e gente cattiva
per darmi spine invece di fiori.

Il testo narra di un amore durato poco
“Meno di un’ora”… “un fuoco di paglia”.
Sembra una poesia degli ermetismi, con poche parole esprimono dei grandi significati

Tolte le pietre al fiume, resta il fango per la fogna

 

Questa rigo é  di una tristezza infinità.

Leggendo il testo, direi che si ha una comunicazione chiara dei sentimenti che prova Rosa Balistreri per quest’amore durato quanto un “focu di pagghia”, ma, l’arrangiamento orchestrale e la realizzazione del canto potenziano in maniera esasperata tutta questa varietà di sentimenti e di disperazione.

Questa è la peculiarità della musica, un linguaggio comune a tutti, senza distinzione di lingua o nazione, capace di comunicare oltrepassando la forza delle parole.

Ecco perché, essere educati alla musica è una cosa importante, altrimenti perderemmo tutto un patrimonio di sentimenti, di valori, potenziati da una sensibilità di un livello superiore al linguaggio delle parole.

La sensibilità musicale…

non  ho scritto il linguaggio musicale di proposito, proprio per puntualizzare che non bisogna capirne il linguaggio strettamente tecnico ma, educare la sensibilità  musicale per ascoltare la musica con il “Cuore”.

Adesso provo a spiegare la musica di questa bellissima canzone a modo mio e t’invito, dopo aver letto con attenzione questa breve introduzione, ad ascoltare il file musicale in fondo pagina e dopo se vuoi lasciami un tuo commento.

L’inizio è piuttosto insolito per una canzone, non ci sono parole ma, solo un lamento.
Una melodia senza parole, come a significare che le parole non servono o non hanno la necessaria forza.
Un lamento di un amore bruciato in un fuoco di paglia.

Pian piano, vengono inserite le parole e… segue la canzone vera e propria!
Una canzone in tonalità minore per far risaltare tutta la sua profonda tristezza.
Alla fine, é evidente che le parole si devono arrendere alla musica e l’unica possibilità è quella di ritornare al lamento, una sensazione fisica di dolore realizzate con una melodia senza parole.

🙂

Per rendere ancora più triste quest’ultimo passaggio, l’orchestra, tranne l’arpa tace e lascia il violino, simbolo del cuore infranto di Rosa, da solo a continuare il suo triste lamento.
Davvero commovente e bella questa canzone, seppur nella sua infinita tristezza.
Certamente le parole di Rosa Balistreri sono davvero profonde e toccanti ma, la musica…lascia tutti senza…”parole”.

Questa è l’importanza di avere una sensibilità musicale, per non perdersi tutto questo immenso patrimonio.

Giovanni Ferraro

mp3 lu focu di la pagghia

6 pensieri su “Lu focu di la pagghia

  1. daniela ferrari

    Molto bello!Molto interessante!E’ assolutamente vero ciò che affermi a riguardo del valore comunicativo della musica, ma sembra così difficile comunicarlo, farlo apprezzare alle persone. Mi piace molto questa tua “riflessione” perchè hai dato valore all’ascolto lasciando momentaneamente da parte il “fare” musica. Credo che se sapessimo davvero ascoltare ciò che giunge alle nostre orecchie, ci sarebbe un’apertura molto più fluida anche verso il cuore…con tutto quello che comporta: saper ascoltare, sapersi ascoltare, rispetto per l’altro e per se stessi……buona giornata un abbraccio Daniela

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    1. admin Autore articolo

      Purtroppo, siamo distanti dalla buona musica, la musica è emarginata per ignoranza.
      Saper ascoltare per me che sono musicista è una cosa fondamentale ma, come dici tu
      saper ascoltare e rispettare gli altri ci portebbe senz’altro a livelli di comprensioni più elevati…più vicino al cuore.
      un abbraccio

      Rispondi
  2. giusi

    Giovanni, la melodia è bellissima…se devo essere sincera non sono riuscita a seguire le parole, sono stata “acchiappata” dalla musica…. ed è questo che nel mio percorso mi piacerebbe trasmettere….
    ciao giusi

    Rispondi

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