Siamo tutti handicappati

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Ebbene sì, SIAMO TUTTI HANDICAPPATI o per essere più precisi siamo stati handicappati.
L’immagine che si materializza nella nostra mente, quando si parla di Handicappati è di qualcuno seduto sulla sedia a rotelle.

AI GIORNI NOSTRI, ESSERE SEDUTO SU UNA SEDIA A ROTELLE E’ UN VERO HANDICAP??? 🙂

Sono proprio convinto del contrario e mi riferisco sia dal punto fisico che non.
Voglio  parlarne solo dal punto di vista fisico.
La società, ha un’attenzione per gli handicappati su sedie a rotelle molto forte vedi: gli scivoli nei marciapiedi, il posto idoneo nei cinema, nei teatri, nell’autobus, nelle metropolitane.
Non parliamo poi dei mass media. 🙂

Beh……….  CREDO CHE CI SIA QUALCUNO CHE E’ MOLTO PIÙ HANDICAPPATO E NON RICEVE ATTENZIONE DA PARTE DI NESSUNO

Vuoi sapere chi è? Sei diventato curioso?
Dovresti saperlo, sei proprio tu quando eri bambino.
Si lo so! sembra strano, ma ti assicuro che è così.
Hai mai osservato la vita di un bambino tra un anno e cinque anni????

Vediamo un po’………

  • Intorno ai nove mesi il bambino incomincia a muovere i primi passi, grande gioia da parte dei genitori e famiglia ma……………la domanda che mi faccio è: quando potrà usare questa sua facoltà senza alcun problema???
    Mi sa che dovranno passare un po’ di anni.
    La realtà è che ci si preoccupa del bambino solo se ha un problema di salute fisica, anch’io ho pensato in questo modo, ahimè!!!

Non parliamo della società!!!

Per la società il bambino non esiste proprio, tranne che per le belle frasi usate dai politici o dai genitori, ma solo per portare acqua al mulino dei grandi e così, vengono fuori frasi bellissime e di grande effetto per chi le pronuncia:

  • Il futuro è dei giovani
  • I bambini sono il futuro della nazione
  • Largo ai giovani
  • Bisogna investire nell’educazione dei bambini
  • Stiamo lavorando per il futuro dei giovani

Ora io mi chiedo, perché per gli handicappati c’è tanto interesse e attenzione mentre per i bambini e i giovani ci sono soltanto parole??? 🙂

CIÒ CHE VA BENE PER UN BAMBINO, VA BENE PURE PER I GRANDI, AL CONTRARIO NON È POSSIBILE.

Faccio un solo esempio illuminante!!

·        UN GENITORE DEVE PRENDERE L’AUTOBUS CON IL BAMBINO.

Ebbene per il genitore ci sono dei bei gradini adatti per lui, ma per il bambino……niente, di solito viene preso di peso e portato su, un vero e proprio pacco da trasportare.
Ti faccio notare che per l’handicappato c’è un bel posto tutto per lui, le persone hanno tutta la pazienza del mondo e aspettano che si sistemi perfettamente e……AUTISTA PUO’ PARTIRE (qualcuno avvisa l’autista che è tutto posto).
Per il bambino non c’è tempo, non c’è attenzione.
Non è che ci siamo sbagliati e il vero handicappato è proprio il bambino???
Sarebbe bastato che i gradini dell’autobus fossero a misura di bambino, per i genitori e i grandi non è un problema salire due gradini per volta.

Per non parlare del fatto che stanno scomparendo i marciapiedi, non ci sono poltrone a misura di bambino nei cinema e nei teatri, mentre per gli handicappati sì.

Basta un piccolo sforzo da parte di tutti, quello che va bene per i bambini, va bene anche per i “Grandi”.

 

Aggiungo che, oltre ad essere handicappato un bambino è anche emarginato musicalmente e questo non certo per colpa sua ma, per ignoranza e per mancanza di competenze da parte dei direttori dei grandi teatri e delle orchestre.Di emarginazione parlerò in un prossimo post

Alla prossima

Giovanni Ferraro

“Fissato” per la musica e per l’educazione dei bambini

12 pensieri su “Siamo tutti handicappati

  1. Antonella

    E’ proprio vero: quante frasi fatte!
    “Il futuro è dei giovani”, e poi proprio i giovani non possono dire la loro, e non vengono ascoltati; la pubblicità proclama l’importanza dei più piccoli, si pensa a migliaia di prodotti pensati “per loro”, ma in molti casi si tratta unicamente di rendere più facile la vita ai grandi, perché ci sono molte cose di cui i bimbi possono benissimo fare a meno; l’immagine dell’infanza viene sfruttata per una marea di campagne pubblicitarie e manovre commerciali, e nessuno dice nulla; si proclama l’importanza della famiglia, ma quando ti capita di trovarti in un locale con il tuo bambino che piange molti ti guardano scandalizzati e disturbati dal chiasso.
    Forse dovrebbero cominciare le persone a dare la giusta importanza ai bambini, diventando anche più tolleranti nei loro confronti.
    Forse tutti dovrebbero imparare a considerare i bambini come i preziosi cuccioli di un enorme branco: tenere creature da proteggere e istruire a tutto tondo.

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  2. Loredana e Gianni

    Carissimo Giovanni, quello che dici a difesa del bene più prezioso che l’umanità possa avere (i nostri bambini) è assolutamente vero e sacrosanto. Per fortuna che nel panorama dei blog e dei pensieri filosofici online esiste qualcuno come te che ha il coraggio di dire cose meno retoriche e falsamente spirituali (ne abbiamo fin sopra i capelli di blog ed infoprodotti sulla ricerca e la crescita spirituale di se stessi ed una saggezza soltanto professata e mai praticata nel vivere quotidiano). Certo, anche noi come tutti abbiamo commesso con i nostri figli il grande errore di non aver ascoltato sempre e comunque i loro bisogni ed esigenze, di non aver compreso subito in ogni momento le loro necessità, il loro grido di aiuto per farsi sentire, per farsi capire e per attirare la nostra attenzione sui i loro problemi che spesso sono molti di più e molto più gravi di quello che possiamo immaginare!!! Ora i nostri figli sono grandi ma è proprio a loro che dedichiamo questo tuo importante post, preziosi consigli che vorremmo trasmettergli per il loro eventuale futuro di genitori, perchè possano interpretare una vita da adulti rispettosa e consapevole dei bisogni dei loro e di tutti i bambini del mondo. Grazie ancora ed un saluto con affetto dai tuoi amici di Genova Loredana Lisi e Gianni Reinero.
    P.s.: ah, a proposito di affetto… non ti abbiamo fatto ancora i nostri personali auguri di un BUON ANNO, che possa donare a TE ed al tuo progetto online un mondo di successo, perchè sei una persona estremamente sensibile ed intelligente e meriti che il tuo “pensiero” si diffonda il più possibile nei cuori e nelle anime della gente.

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  3. admin Autore articolo

    @Loredana e Gianni, grazie molto per il vostro commento, graditissimo da me, vi auguro ogni bene.

    Avete perfettamente ragione, la pratica è sicuramente maestra per qualsiasi tipo di crescita ma, è anche molto difficile.

    Io ringrazio sempre i bambini, sono loro i miei insegnanti.

    Un abbraccio

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  4. Eleonora

    Caro Giovanni, quanto profonde e vere le tue riflessioni. Sono d’accordo, i bambini sono gli ultimi a cui viene data attenzione, forse perchè nessuno ci insegna a fare i genitori ed ognuno porta con se la propria esperienza di bambino che non sempre è stata delle più facili. Spesso ci dimentichiamo di guidarli e pensiamo di doverli comandare e controllare ma voglio pensare che ognuno di noi sta facendo il meglio che può con gli strumenti che possiede. La cosa più importante è che chi gli stà più vicino gli dia tutto l’amore possibile perchè solo così li si può riempire di stima in sè e gli si dà gli strumenti per affrontare il mondo là fuori che li vuole sempre più manipolare e strumentalizzare. Se insegnamo loro ad amare se stessi, nessuno potrà mai convincerli di essere handicappati e sapranno chiedere per sè quello che gli spetta da grandi. Grazie per il grande lavoro che svolgi con loro, è una posizione importante la tua per trasmettere dei valori che a volte noi genitori rischiamo di dimenticare. Un abbraccio. Ely

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  5. FabioMariaAgostinelli

    Si dice che ogni bambino ha sempre bisogno di almeno un adulto accanto. Quando in una classe ci sono tre educatori per quindici bambini…. allora il vero problema è che entrambi i genitori lavorano!
    Crisi o non crisi (finanziaria) 😉

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  6. admin Autore articolo

    @Eleonora, si..la mia preoccupazione è proprio la strumentalizazione e la manipolazione ma, noi genitori dobbiamo stare molto vigili in questo senso.
    Per il resto grazie molte!!!
    un abbraccio 🙂

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  7. tiziana

    Ciao Giovanni,
    ho letto il tuo post e sono rimasta stupita da come descrivi i privilegi delle persone diversamente abili, quello che racconti (posti sugli autubus, persone gentili etc.) l’ho visto solamente in Germania. in Italia devono superare grandi difficolotà proprio come i bambini! Nei centri storici non esistono marciapiedi sufficientemente larghi per un passeggino, figuriamoci per la carrozzella di un adulto! Mi capita spesso di dover transitare in mezzo alla strada perchè i marciapiedi sono occupati da biciclette posteggiate o adirittura da macchine in divieto di sosta. Condivido i tuoi suggerimenti e spero che un giorno, chiunque possa passeggiare per la nostra bella Italia in totale sicurezza.
    Con affetto
    Tiziana
    la prima tata italiana Master Pnl

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  8. admin Autore articolo

    @Tiziana,
    Grazie per il tuo prezioso contributo, in effetti ho un po’ esagerato ma, non ho detto che i diversamente abili hanno dei privilegi.
    Ho solo fatto il paragone con i diveramente abili solo per spostare di più l’attenzione sul fatto che i bambini hanno pochissima attenzione da parte di tutti.
    In effetti, per quello che ho descritto, sembra di stare in un altro Paese.

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  9. Pat

    In realtà, hai ragione non c’è proprio un mondo adatto ai bimbi. Quando nasce un bambino si pensa subito a farlo diventare adulto, molto spesso non si fa crescere con la spensieratezza che esige la sua tenera età. Per fortuna almeno le giovani coppie di oggi si preoccupano di inserire i bambini nei giochi interattivi, giochi di gruppo ed anche sportivi. Alla nostra età ci trattavano come tutti soldatini che dovevano crescere in silenzio e nel rigore assoluto. Per ciò che riguarda la musica c’è un’enorme ignoranza, ma proprio u buco nero da riempire, ed invece dovrebbe essere al primo posto nella crescita intellettuale di una bambino. Ma forse è come con la lettura, se il genitore non è versato ad assimilare, udire, vedere, viene automaticamente innescato il meccanismo del ””’quando capita””. EEE…dovremmo ‘tuttii’ farlo capitare spesso. Sono sicura al 100% che un bambino ascolterebbe volentieri qualsiasi concerto, se,,lo si portasse come quando si va a mangiare una pizza!!

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