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GLI ANGELI DELLE NOTE

 

 

 

 

 

Le FANTASTICHE, STRABILIANTI, INCREDIBILI, ESUBERANTI note musicali, decisero di fare una recita gratuita per una scuola ai bambini che avevano bisogno di un loro intervento.
Detto, fatto; si fa per dire, si presentarono saltellando sulla scrivania del Preside, una a una.

Bisogna dire che al Preside in un primo momento sembrò prendergli un colpo, maaaa… tronfio del suo stato di benessere mentale e di trenta lunghi anni di onorata carriera, decise di ascoltare quello che sembrava essere una grottesca situazione allucinatoria.

Siamo qui in veste ufficiale per adempiere il nostro dovere musicale, proruppe la nota mi, portavoce del piccolo gruppo.

Eh… di grazia!  rispose il Preside: Di quale dovere state parlando?
< Di organizzare una recita per il periodo Natalizio, e abbiamo bisogno della collaborazione di tutte le menti della scuola, nonché dell’approccio fisico degli insegnanti >.

Il Preside dapprima cercò di contestare l’idea spiegando che non avevano fondi a sufficienza, ma in cuor suo sapeva che per il buon nome stesso della scuola poteva essere un’idea eccellente, e fu così
che promise alle indaffarate note il suo appoggio incondizionato, anche a costo di rimetterci del suo pagando con una parte dello stipendio.

A quel proposito l’entusiasmo gli stava sciamando ed entrava direttamente in conflitto con i propri interessi, ma un uomo di parola qual era, lo costrinse a rivedere i fini egoistici di molti suoi predecessori che non pensavano molto al bene dei ragazzi.

Se vogliamo interrogarci come iniziò tutta questa storia e andare a sbirciare un antecedente di qualche ora, abbiamo una risposta bella e pronta! Basta ascoltare Fabiano, un bambino che, avendo ricevuto in dono uno xilofono lo faceva suonare piano, piano, arrampicato su un ramo di un immenso albero.

Gli Angeli del bambino erano preoccupati per lui che amava nascondersi nei posti più strani e pericolosi; gli chiesero di scendere e perché mai fosse salito fin lassù.

Fabiano spiegò rapidamente agli Angeli che da lì la MUSICA era più squillante e poteva farla sentire bene anche a GESU’.
Sapete disse: mi piacerebbe molto suonare per una recita di NATALE, ma i nostri maestri quest’anno si sono rifiutati perché non ci sono abbastanza soldi per allestirla.

I due Angeli si guardarono e annuirono pensando immediatamente al da farsi.

– La musica era un affare delle note musicali, quindi… dovevano chiedere aiuto ai loro Angeli per organizzare la recita-


Promisero a Fabiano di intervenire per il bene del Natale purché lui scendesse dall’albero e il bambino ubbidì prontamente andando a esercitarsi giù nel prato vicino al ruscello nei pressi della sua casa.
A dire il vero, in cuor suo dubitava un pochino della riuscita della loro missione, ma la speranza lo rendeva ottimista e… continuò a suonare.

In fondo la parola degli Angeli non si poteva certo sottovalutare!

Ora sappiamo perché il Preside abbia ricevuto la visita così inaspettata e bizzarra delle note musicali, ma, non sappiamo come! Gli Angeli delle note abbiano fatto a convincerle.

Andiamo ancora a sbirciare nell’antefatto.

Gli Angeli delle note quella mattina decisero di parlare con loro e spiegare che Fabiano aveva bisogno di aiuto, ma,,, non era facile comunicare con le note!!!
Dalla mattina alla sera strimpellavano qualsiasi accordo e spesso bisticciavano tra di loro per qualche acuto o un ritmo che non andava bene a tutte, se non erano all’unisono, si creavano bronci e brontolii e anche quando dormivano a ognuna di loro, usciva un suono fastidioso.
Incredibile ma vero, le NOTE DOLENTI delle note si susseguivano a ogni piè sospinto e quando tutte volevano avere ragione su una cosa, i loro Angeli si tappavano le orecchie.
Quel giorno per farla breve era uno di quelli… PESSIMO NATURALMENTE !


Quando gli Angeli riuscirono ad avere la loro attenzione e a spiegare tutta la faccenda di Fabiano erano già passate due ore.

CHE FATICA ESSERE ANGELI DI COSI’ CHIASSOSE CREATURE !

Però bisogna dire che le note hanno buon cuore, e si preoccuparono all’istante di aiutare Fabiano per la recita del Natale.

Parleremo noi con gli umani, promisero agli Angeli: SUSSURREREMO DOLCEMENTE NELLE ORECCHIE DEL PRESIDE, LA NOSTRA IRREMOVIBILE DECISIONE!  CHE RECITA SIA!

Ora sappiamo come sono andate le cose, e avendo (consigliato) al Preside il da farsi; mentre lui parlava con gli insegnanti, le note andarono da Fabiano vicino al ruscello per cercare di aiutarlo a
mettere insieme una sinfonia che si rispetti.

Ahimèèèèè si fa per dire, dopo che ebbero litigato a non finire per come iniziare e quale melodia usare, a Fabiano scoppiava la testa.
Le note erano fantastiche però……! ma gli Angeli? – si chiedeva-  dove erano finiti?
Il Preside non ci mise molto a far sentire il peso della sua autorità con gli insegnanti, ed anche a convincerli ad autofinanziarsi mettendo lui in prima persona una grossa somma di denaro.
A quel punto anche i più restii si convinsero e lo spirito Natalizio anche per quest’anno fu salvo.

I preparativi occupavano gran parte delle ore a disposizione e i bambini si davano un gran daffare. Fabiano era stato nominato responsabile della parte musicale e provava continuamente per cercare
di portare alla perfezione il brano scelto.

Le note erano squisitamente complici ma spesso si divertivano a fargli piccoli dispetti, scomparivano e riapparivano a loro piacimento e Fabiano era costernato, si augurava pregando che il giorno della recita avessero smesso di fare le burlone.

E IL GIORNO arrivò!…  Tutti entusiasti, emozionati, timidi e travolgenti su quel piccolo palco allestito per dare lo spettacolo più bello di tutti gli spettacoli.

LA NASCITA di GESU’ !

Per l’occasione avevano deciso all’unanimità di mettere dei piccoli aquiloni che dovevano innalzarsi verso il cielo (soffitto del palco) a significare il volo verso il SIGNORE.
Il compito degli Angeli era di tenere sospesi gli aquiloni mentre i bambini reggevano il filo, e nel corso della recita ogni tanto dovevano farli scendere un pochino.

Ma le piccole, grandi, generose note, non erano le sole a essere pasticcione, i loro Angeli non erano da  meno e benché si dessero un gran daffare per il bene di tutti, erano anche molto confusionari e si muovevano goffamente producendo dei piccoli incidenti di percorso che
risultavano essere somiglianti gag umoristiche.

A un certo punto della recita, quando i bambini tiravano il filo degli aquiloni, gli Angeli prima li trattenevano goffamente e poi cadevano giù insieme agli aquiloni caracollando letteralmente su tutti
i bambini.
Si stava producendo automaticamente un piccolo caos e Fabiano pregò mentalmente Gesù di metterci le mani.

GESU’ BAMBINO iniziò a ridere a crepapelle, allargò le braccia sostenendo tutto il palco e fotografò con un enorme click tutta la scena come un film che impressiona la pellicola.

*< NELLE  FOTO  FATTE  AI  BAMBINI,  RISULTO’  QUESTA  GRANDE  BELLA
IMMAGINE  NELLA  QUALE  GESU’  ABBRACCIAVA  TUTTI  E  GLI  ANGELI  E LE  NOTE  SI  DIMENAVANO  TRA GLI  AQUILONI  >*

Il Preside a quel punto ringraziò il SIGNORE, capì che dall’inizio la TRAMA della recita era stata scritta da   *  LUI  * ! ! !
Impiegando le sue creature per i vari personaggi.

* GRAZIE *  * * GESU ‘ * *

—–    BUON  NATALE  A  TUTTI  —–  Naturalmente

Patrizia Serangeli

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I Pani di Pasqua

Easter bread basket

Auguri di una Santa Pasqua con questo racconto di Patrizia Serangeli

Nello e Pula sono due piccoli gnomi che vivono in uno splendido bosco, essi, insieme agli animali che abitano in quel luogo lavorano dalla mattina
alla sera per far si che le piante e gli alberi crescano belli e vigorosi.
Oltre il bosco ci sono campi in cui coltivano tutto, dai cereali alla frutta, dai fiori, che riescono a vendere al mercatino del paese, agli ulivi dai quali estraggono
l’olio essenziale per la sopravvivenza di tutti gli abitanti.

Nello e Pula, per tradizione, il giorno di Pasqua preparano dei pani dolci da portare in chiesa al momento della messa a Don Gnomo.

I due gnomi hanno lavorato tanto tutto il rigido inverno per sfamare i grandi e piccini del paese.

Tutti si rivolgono a loro per acquistare o farsi donare delle provviste.

Quest’anno però l’inverno è stato molto povero e gli alimenti primari scarseggiano, Nello e Pula si sono resi conto che per se non hanno potuto mettere via molto e nella dispensa non c’è abbastanza farina per fare tutti i pani per la Santa Pasqua.

Pula è disperata, cosa facciamo? Dice a Nello: non possiamo presentarci in chiesa senza pani Pasquali.

Per noi sarebbe veramente indecoroso, tutti gli abitanti aspettano noi per la colazione di domani.

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Nello si stringe nelle spalle e china il volto vergognoso, è dispiaciuto di non poter donare quei pani a tutti i poveri del paese.

Sai, dice Pula, confidiamo nel signore, prepariamo un po’ di pasta con il lievito e vediamo domattina cosa accadrà, io non ho il coraggio di informare Don Gnomo, caso mai strada facendo chiederemo aiuto agli ani9mali del bosco, loro senz’altro avranno dei frutti secchi da parte.

Si risponde Nello è senza dubbio la cosa migliore da fare, visto che non abbiamo neanche potuto comprare altre provviste per i pani.

Nello e Pula dunque preparano l’impasto e si adagiano presto nel letto per potersi svegliare di buon’ora.

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Al mattino, essendo il giorno di Pasqua, Nello e pula si scambiano il bacio del buongiorno e vanno a infornare quei pochi pani che possono preparare.

Ma… entrando in cucina, i loro occhi vedono una cosa strabiliante a cui non sanno dare una spiegazione… il tavolo è cosparso di pasta lievitata, tanto da traboccare all’orlo del tavolo e tutto intorno ci sono vasi di cereali, noci, mandorle, pinoli e cacao.

I due gnomi non riescono neanche a parlare tanto le loro lacrime sgorgano decise, sui grembiuli inamidati pronti per il lavoro mattutino.

Senza aggiungere tempo in parole inutili, in un paio d’ore hanno preparato tanti di quei pani da sfamare tutto il paese concedendosi ogni tanto un piccolo complice sorriso.

Essi sanno bene che quell’abbondanza può venire soltanto dalle buone azioni che hanno svolto in passato, ma non sanno spiegarne il perché, visto che non hanno chiesto aiuto e nessuno sa che la loro dispensa è vuota.

Fatto tutto, si accingono a caricare il carrettino con i pani e si affrettano ad andare in chiesa.

Quando arrivano lungo il viale alberato della chiesa, ci sono tantissime persone ad aspettarli e tutti, quando scendono, iniziano ad applaudirli tra lo stupore di Nello e Pula.

Voi due, spiega Don Gnomo, vi chiederete come abbaino fatto i vostri vicini a capire che eravate in difficoltà con le provviste della primavera.

Certo, dice Nello, io e Pula ci chiedevamo coma abbiate saputo che non potevamo preparare i pani.

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Carissimi amici, voi due siete dei grandissimi benefattori, ma qualsiasi persona attenta e benevola capirebbe che a furia di dare non avevate più nulla.

Tutto ciò che avevate acquistato, lo avete donato; tutto alla fine si esaurisce, anche un cuore colmo d’amore, se non viene mai ricambiato.

Patrizia Serangeli

Protetto: fvg

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